Il nono più grande armatore mondiale, la Sud Coreana Hanjin, è fallita l’altro ieri. La casa madre ha presentato domanda di bancarotta a Seoul. Le navi che erano in viaggio per giungere ai porti europei , cinesi ed americani sono state bloccate fuori dalle rade, sia perchè in questa fase , la società non ha in fondi per pagare i servizi portuali , sia per evitare eventuali sequestri giudiziali da parte dei creditori che, pare, siano già successi in Cina.

Un colpo fortissimo al commercio marittimo ed un forte segnale della crisi nei noli, figlio del rallentamento economico mondiale. Questo evento ha poi avuto ricadute fortissime sui commerci di beni industriali e di consumo: la Hanjin è la settima compagnia mondiale nel trasporto dei container. un tipo di commercio nel quale la puntualità dei trasporti è essenziale. Ora le navi sono ferme fuori dai porti di arrivo, ma , nonostante la giustizia coreana abbia iniziato le procedure per permettere alla Hanjin di ritornare operativa, potendo così sia evitare il sequestro delle navi sia pagare i servizi portuali, i tempi per queste procedure non sono certi.

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Quindi centinaia di milioni di valore in merci , pronte per invadere i mercati natalizi europei ed americani, sono fermi in mezzo al mare. La situazione è talmente preoccupante che le catene del dettaglio statunitensi sono intervenuto presso il governo chiedendone l’intervento per sbloccare la situazione: praticamente un vero e proprio bail in dei regali di Natale.

Vedremo nei prossimi giorni come si evolverà la situazione. Comunque il fallimento di Hanjin non sarà sufficiente a ridurre l’eccesso di offerta si servizi marittimi a fronte di una domanda piuttosto depressa.

Fonte: Scenarieconomici

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