In attesa della camera di consiglio per l’appello sul processo Ruby, prevista per il 18 luglio, ad Arcore la linea e’ di separare le attivita’ aziendali da quelle politiche. Cosi’ sembrano lontani i tempi che vedevano Marina Berlusconi candidata a succedere al padre Silvio alla guida di Forza Italia, e Barbara a proporsi come alternativa: sia a Marina sia al cosiddetto cerchio magico che e’ in sintonia con la primogenita, e cioe’ Francesca Pascale, Giovanni Toti, Maria Rosaria Rossi. Oggi la famiglia e’ stata richiamata dal Cavaliere e dai suoi collaboratori (su tutti Fedele Confalonieri) ad occuparsi dei rispettivi business. Cosi’ ecco l’accordo con il quale il gruppo spagnolo Telefonica entra all’11,1%, pari a 100 milioni di euro, in Mediaset Premium. Accordo immediatamente successivo a quello con il quale Mediaset ha venduto alla stessa Telefonica la propria quota in Dts, la controllante di Canal+, principale pay tv spagnola, per 325 milioni che potranno arrivare a 365 a seconda dell’andamento degli abbonati. A questo asse con gli spagnoli, il Biscione si ripromette di aggiungere altri partner – Vivendi, Al Jazeera – per contrastare la concorrenza di Sky nel teatro strategico europeo, reduce da una lunga stagione di crisi pubblicitaria e di costi sempre piu’ alti nell’acquisto dei diritti. Ora per la pubblicita’ si intravvede una ripresa, mentre la guerra sui diritti rimane.

Anche perche’ in politica l’ex Cav fa sempre piu’ fatica a tenere unita FI Dunque il rafforzamento e le alleanze sono necessarie dalle parti di Arcore, cosi’ come per mantenere le posizioni nella tv generalista e nella carta stampata (Mondadori). Su tutto questo fronte i buoni rapporti con il governo sono necessari, ed ecco Pier Silvio Berlusconi, secondogenito del Cavaliere e fratello minore di Marina, lanciare un endorsement a Matteo Renzi, al quale riconosce “ottime capacita’ di comunicazione”, e “sostanza, non apparenza”. Non solo. A Pier Silvio, che non ha mai incontrato il premier, farebbe piacere vederlo, “se mi capitasse, al piu’ presto”. Parole ben diverse da quelle appena di aprile di Marina, che defini’ Renzi “il nuovo che arretra”.

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Non e’ solo cautela in vista della sentenza di appello dalla quale, stando all’avvocato Franco Coppi, non c’e’ da aspettarsi molto di buono.

Si tratta invece, appunto, del tentativo di separare la politica dal business, preservando quest’ultimo. Anche perche’ sul primo terreno, la politica, il Cavaliere fa sempre piu’ fatica a tenere unita Forza Italia. Il rapporto con Renzi affidato a Denis Verdini (ma garantito personalmente, assieme a Gianni Letta e allo stesso Verdini), continua ad essere saldo. Non altrettanta la presa sul partito, dove i frondisti di vario tipo sono stati definiti “rompicoglioni” da Giuliano Ferrara, che con Berlusconi mantiene un rapporto personale e spesso ne interpreta gli umori. L’appellativo e’ diretto ad Augusto Minzolini (contrario alla riforma del Senato), a Renato Brunetta (ostile alla linea economica renziana), a Raffaele Fitto (all’opposizione nel partito). Tre malpancisti di vario tipo, diversi tra loro, ma che se unissero le forze potrebbero mettere assieme una maggioranza. Tanto piu’ dopo la fine di luglio.

Ma intorno a chi?

Anche perche’ in politica l’ex Cav fa sempre piu’ fatica a tenere unita FI La leadership “carismatica” di Berlusconi non viene messa in dubbio da nessuno, ad eccezione di Fitto. Anzi, sempre ad eccezione di Fitto, ognuno afferma di volerla difendere. Alternative pero’ non se ne vedono, almeno nell’immediato, e il rischio e’ quello di una disgregazione, con i parlamentari del Nord sempre piu’ attratti dalla Lega e quelli di area Fitto che trescano a giorni alterni con l’Ncd di Angelino Alfano (negli altri giorni li definiscono dei velleitari o peggio).

Cosi’, come previsto, cresce il ruolo di Francesca Pascale. La fidanzata del Cavaliere ha compiuto un’apertura significativa verso il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali, iscrivendosi all’Arcigay, e facendo balenare la Forza Italia degli albori, quella che piaceva a radicali e liberali. Comunque lo si voglia giudicare, e’ stato comunque un vero atto politico, condiviso in pieno dal vecchio leader. Probabilmente non sara’ neppure l’ultimo.

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