La difficile situazione nell’arena mondiale non impedisce alla Russia di condurre il gioco sul fronte economico con straordinaria calma e con una efficace difesa. Lo scrive il Financial Times.

La Russia è riuscita a sopravvivere ai parecchi problemi legati al crollo del prezzo del petrolio e gli esperti occidentali avevano previsto una prolungata recessione, mentre alcuni di loro parlavano addirittura di default. Tuttavia il Cremlino non ha evitato che gli eventi si viluppassero in questo modo, scegliendo una tattica estremamente assennata e rinunciando al sostegno del cambio del rublo.

Grazie al basso costo della moneta nazionale il governo russo ha potuto inquadrare il bilancio, poiché l’equvalente in rubli delle entrate derivanti dalla vendita del petrolio sono rimaste allo stesso livello. L’elaborazione del bilancio preventivo è avvenuta sul calcolo del prezzo del petrolio nella regione a 50 dollari al barile, che corrisponde grosso modo alla situazione attuale. Alla fine la Russia è risultata in una condizione di gran lunga migliore degli altri produttori di petrolio.

Nonostante le difficoltà economiche, la Russia nel 2014 e 2015 ha pagato oltre 200 miliardi di debito estero. Il livello della disoccupazione è rimasto pressoché invariato e, inoltre, Mosca è riuscita a ridurre sostanzialmente l’inflazione annua e a diminuire il volume dei capitali in fuga all’estero. Negli ultimi anni la Russia ha sostenuto con successo la stabilità economica.

“Putin merita alto apprezzamento per il considerevole gioco di difesa”, conclude il Financial Times.

Sputnik
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