Ah che sollievo. Ah, che serenità questo terremoto. Ci voleva proprio. L’editoriale, dai contenuti assai prossimi alla follia, si trova in basso a destra sulla prima pagina de L’Unità, il quotidiano del Partito Renzi.

Come se metterlo in una posizione più visibile creasse seri imbarazzi a chi quella prima pagina l’ha costruita. Lo scrive Fabrizio Rondolino, ex spin doctor di D’Alema.

Cioè anche (ma non solo) guru mediatico di uno dei politici più cinici che l’Italia abbia avuto (e ha tuttora) negli ultimi vent’anni.

Scrive Rondolino del “miracolo” che il terremoto ha prodotto: ridurre “al silenzio, o quasi, le polemiche compulsive che avvelenano 24 ore al giorno e sette giorni a settimana la nostra vita pubblica”.

Un miracolo che rende “percepibile un senso di sollievo, persino di rinnovata serenità (se di serenità si può parlare al cospetto di una strage).

Cioè, l’assoluta mancanza di critiche, di sorveglianza sull’agire politico, che appare sempre più evidente come lo status ideale al quale anelano Renzi e i suoi accoliti.

“Come ritrovarsi convalescenti, se non proprio guariti, dopo una lunga malattia che sembrava dare scampo”. E la cura, lascia intendere Rondolino, è stata in questo caso il terremoto. Così come, un domani che noi tutti (Rondolino, chissa?) speriamo di non vedere, potrebbe esserlo un “bel” attentato dell’Isis”.

Ora, in questo scenario di “serenità” (che noi definiremmo “gelo della morte”), Rondolino mette all’angolo Salvini, la “Casaleggio e associati srl” (cioè i 5 Stelle e il Fatto quotidiano, mestatori che soffiano “sul fuoco nichilista della disperazione”.

Fonte: qui

loading...