Centinaia di migliaia di persone hanno manifestato contro la nuova legge sul lavoro, il provvedimento più importante del nuovo presidente francese.

A Parigi numerose scuole sono state occupate dagli studenti, mentre nelle strade intorno alla capitale si sono formate code e rallentamenti a causa delle proteste di camionisti e casellanti. Numerosi anche gli scontri tra manifestanti e polizia.

La riforma Macron prevede sostanzialmente un nuovo limite ai rimborsi che possono ricevere i lavoratori per i licenziamenti senza giusta causa, maggiori possibilità per le aziende di assumere e licenziare, una liberalizzazione dei contratti a tempo determinato e una semplificazione della rappresentanza sindacale nelle aziende più grandi. (Forse gli schiavi avevano più diritti)

Macron dal canto suo aveva detto che la sua riforma non sarebbe stata bloccata dagli scansafatiche com’era successo in precedenza con Holland, quando in Italia passava tranquillamente la riforma sul lavoro renziana con il popolo italiano troppo pigro per protestare mentre in Francia la rivolta del popolo non lo ha permesso.

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In Francia la popolarità di Macron è in calo costante, magari i francesi dovevano pensarci prima, visto il curriculum di Macron, allevato nella “scuderia” Rothschild, figlio di quella finanza che si è sostituita negli anni alla democrazia. Ogni diritto guadagnato nel corso della storia viene stracciato nel nome della finanza, ma noi non siamo numeri, siamo uomini.

via NincoNanco

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