di L.Lago

Parigi. Dal presidente del gruppo socialista al Senato, Didier Guillaume, era arrivata ieri la notizia bomba che il titolare dell’Eliseo “si ricandiderà senza ombra di dubbio” per le presidenziali 2017″.

Pochi se lo aspettavano e molti scommettevano il contrario visto il basso indice di popolarità raggiunto in Francia da Francois Hollande, secondo tutti i sondaggi, ma si sa che il personaggio nutre smisurate ambizioni, secondo molti osservatori e vuole ancora sfidare l’opinione pubblica con una sua candidatura alla Presidenza francese.

L’annuncio era venuto ieri da Didier Guillaume, una delle figure più vicine a François Hollande, che appartiene allo stesso partito del Presidente.
Parlando con i giornalisti, Guillaume, ha affermato che Hollande sarà in lizza “perché la Francia ne ha bisogno dopo un quinquennato in cui sono stati affrontati temi come il terrorismo, le grandi crisi, eccetera”. Hollande, dice Guillaume, sente che candidarsi è un suo “dovere nei confronti dei francesi” per far fronte all’ascesa “del populismo, della demagogia, dell’estremismo”.

Alcuni osservatori riferiscono che di fatto il presidente Hollande avrebbe perso il senso della realtà e coltiva la sua ambizione di “passare alla Storia” senza rendersi conto che la sua Presidenza ha provocato un arretramento sociale ed uno scontento fra i cittadini francesi che non si ricordava da molti anni. L’economia è in flessione, la disoccupazione si è accresciuta, specie fra i giovani ed anche il debito pubblico del paese è giunto a livelli record.

Tutto questo a causa delle politiche economiche praticate dal Governo Hollande/Valls in conformità ai dettati di Bruxelles, i cui effetti hanno affossato l’economia della Francia (che era solida prima dell’euro) e reso sempre più tesa la situazione sociale del paese. Nel  panorama della Francia odierna bisogna tenere conto anche del  susseguirsi di attacchi terorristici a Parigi come a Nizza che hanno fatto accrescere il senso di insicurezza e di paura fra i cittadini, molti dei quali rimproverano ad Hollande la sua politica accondiscendente verso i gruppi terroristi che operano in Siria e la sua complicità con i regimi, come quello saudita, che sono considerati i mandanti del terrorismo islamista.

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Puntualmente, quasi in reazione diretta all’annuncio della candidatura di Hollande, si è registrata oggi a Parigi una grande manifestazione di protesta contro le leggi sul lavoro (la “Loi Travail”) del Goveno Hollande/Valls a cui hanno partecipato almeno 150/200.000 persone (secondo le stime) che è poi degenerata ed ha dato luogo a violenti scontri con la polizia. Si contano almeno 40 feriti tra manifestanti ed polizia negli scontri avvenuti durante la manifestazione che era stata proclamata contro le riforme del lavoro.

Demonstrators walk past a French riot police officer surrounded by flames, during a demonstration against the controversial labour reforms of the French government in Paris on September 15, 2016. Opponents of France's controversial labour reforms took to the streets on September 15, 2016 for the 14th time in six months in a last-ditch bid to quash the measures that lost the Socialist government crucial support on the left. Scores of flights in and out of France were cancelled as air traffic controllers went on strike to try to force the government to repeal the changes that became law in July. / AFP PHOTO / Thomas SAMSON
AFP PHOTO / Thomas SAMSON

Secondo quanto riferito dalla polizia e dai tanti osservatori sul posto, ci sono state scene di violenza e di vandalismo contro vetrine ed esercizi pubblici. I manifestanti, alcuni dei quali a volto coperto, hanno spaccato le vetrine di diversi negozi  ed hanno fatto esplodere delle bottiglie molotov tanto che le fiamme hanno investito anche le gambe di un agente. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni e fatto uso di cannoni ad acqua.  Molte le auto incendiate e rovesciate e strutture pubbliche danneggiate. Facile pensare che si siano infiltrati  appositamente agitatori nella manifestazione per provocare scontri e tensioni.

Ci sono stati parecchi fermi ed almeno una decina di persone sono state arrestate. Il Governo intende  usare “la mano dura contro le proteste”, ha dichiarato il ministro dell’interno. Si chiama repressione ma viene attualmente mascherata dallo stato di emergenza proclamato per gli attentati terroristici.

Fonti: Le Nouvelle Observateur

Tratto da Controinformazione

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