FRANCIA – Ancora una brutta notizia per il presidente francese Francois Hollande e per una sua eventuale e malaugurante candidatura alle elezioni presidenziali della  primavera 2017, scrive il quotidiano progressista Le Monde commentando i dati resi noti ieri,  giovedì, dall’Istituto nazionale di studi statistici ed economici (Insee): nel 2016 la crescita complessiva del Prodotto interno lordo della Francia sara’ “appena” dell’1,3 per cento.

Si tratta di una brusca correzione al ribasso rispetto alla precedente stima fatta nello scorso mese di giugno, quando lo stesso Insee indicava una crescita del Pil dell’1,6 per cento; ed e’ in linea con quanto anticipato il 4 ottobre scorso dal Fondo monetario internazionale (Fmi).

Nel diffondere i suoi dati, l’Insee ha fatto “mea culpa” per non aver visto arrivare la brusca frenata estiva dell’economia francese: “Abbiamo commesso un errore piu’ grande del solito” ha ammesso il direttore della Divisione sintesi congiunturale Dorian Roucher; “Abbiamo sottostimato l’effetto dell’ondata di scioperi della scorsa primavera (soprattutto contro la Legge di riforma del Codice del lavoro) che hanno colpito in modo particolare le raffinerie ma anche il settore della chimica e quello dei trasporti”, ha spiegato.

Inoltre c’e’ stato un inatteso calo dei consumi delle famiglie e degli investimenti delle imprese dei servizi; mentre per il secondo semestre l’Insee si attende ora anche un rallentamento delle esportazioni dovuto al rallentamento dell’economia mondiale, al rafforzamento dell’euro sul mercato dei cambi e, soprattutto, ad una  notevole perdita di competitivita’ delle aziende francesi. I nuovi dati mettono pressione sul governo, la cui azione poggia su una previsione dell’1,5 per cento per far quadrare i conti dello Stato.

Le previsioni dell’esecutivo erano state definite “troppo ottimistiche” dal Consiglio degli esperti alla fine di settembre: al parere non vincolante di quell’organismo indipendente, il ministro dell’Economia e del Bilancio Michel Sapin aveva risposto piccato che quella del governo era invece “una stima prudente” che viceversa s’è dimostrata addirittura “euforica”.

Resta comunque il gusto amaro, nota il “Monde”, nel constatare che la Francia rimane indietro ad alcuni paesi vicini con una crescita 2016 inferiore a quella della media dell’Eurozona (+1,6 per cento) e soprattutto a quella della Germania (+1,8 per cento). E nel futuro immediato si stanno moltiplicando le incertezze: dopo il voto per il Brexit, le elezioni Usa ed il referendum costituzionale in Italia annunciano una fine d’anno movimentata. Per non dire delle presidenziali di dicembre in Austria…

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