Non si arrestano i raid di Israele su Gaza, dove nella notte, la seconda di offensiva di terra, sono state colpite altre nove persone. Israele ordina agli abitanti di due campi profughi nella zona centrale della Striscia, al Maghazi e Nusseirat, di sgomberare le proprie abitazioni per non restare coinvolti in futuri combattimenti mentre Hamas riprende a lanciare razzi verso le città israeliane. Sirene di allarme risuonano nel Neghev a Dimona e a Yeruham; e più a nord ad Ashqelon e ad Ashdod. “I nostri uomini sono penetrati in territorio israeliano e combattono dietro le linee nemiche”, ha detto in una trasmissione radio il braccio armato di Hamas, le Brigate Ezzedin al-Qassam.

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Dopo 12 giorni di combattimento, secondo quanto riferito dal portavoce del ministero della Salute di Gaza, Ashraf al-Qedra, sono 318 i morti e 2.290 i feriti. Al-Qedra, come riporta l’agenzia di stampa palestinese Maan, ha denunciato un “massacro contro i civili palestinesi” nel distretto di Khan Yunis, nel sud della Striscia. Secondo i palestinesi, qui nelle prime ore di oggi almeno otto persone sono rimaste uccise e altre 20 ferite in un raid aereo israeliano. Tra le otto vittime, stando ad al-Qedra, ci sono almeno sei palestinesi di età compresa tra i 13 e i 22 anni.

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