Il governo inglese sta per essere sconvolto da un nuovo ciclone che rischia di far vacillare dalle fondamenta tutta l’architettura europea. Cento deputati conservatori, consapevoli che gli indipendendentisti dell’Ukip volano in tutti i sondaggi, sono pronti alla rivolta contro il premier Cameron e hanno deciso che nei manifesti elettorali per le Politiche del 2015 metteranno senza tanti giri di parole la richiesta di andarsene armi e bagagli dalla Ue. Nessuna attesa – il premier ha proposto un referendum popolare nel 2017 – si va via e basta.

Il piano arriva in un Paese che da mesi è in costante crescita economica e che ormai avverte l’Europa solo come una palla al piede. La cosa riguarda Londra – certo – ma indirettamente tutti noi: una Ue senza il Regno Unito, migliore o peggiore – chi può dirlo? – sarebbe sicuramente diversa da quello che è. Ma i conservatori, attualmente al governo con i liberali, hanno un tremendo problema di sopravvivenza: l’Ukip, il partito indipendentista di Nigel Farage, sta erodendo completamente la loro base elettorale.

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Nelle scorse settimane un deputato Tory, Douglas Carswell, si è dimesso dalla carica e si ripresenterà alle elezioni supplettive sotto le bandiere dell’Ukip. I sondaggi gli danno un vantaggio di ben 44 punti percentuali – avete letto bene – sul candidato conservatore e Carswell diventerbbe il primo parlamentare a Westmister dello United Kingdom Indipendence Party. Il programma è tanto semplice quanto brutale: fuori dalla Ue, basta con gli immigrati, in Gran Bretagna decidono gli inglesi. […]

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