Con l’arresto di quattro ventenni è stato sventato a Londra il primo attacco collegato all’Isis sul suolo britannico: da quanto si è appreso, uno dei giovani sarebbe stato combattente in Siria e sarebbe rientrato da qualche settimana in Gran Bretagna, paese dov’è residente. Il suo pedinamento ha portato gli inquirenti di Scotland Yard ad appurare i suoi contatti nella capitale britannica e, come ha spiegato una nota ufficiale della polizia, “Questi arresti fanno parte di un’indagine in corso sul terrorismo islamico” e l’operazione è stata attuata nel momento in cui “il materiale investigativo raccolto era sufficiente per poter prevedere la progettazione di un attacco terroristico”.
Quasi certamente si sarebbe trattato di azioni terroristiche consistenti in attacchi a singoli cittadini o a piccoli gruppi, come nel caso della barbara decapitazione del soldato britannico Drummer Lee Rigby, avvenuta a Londra il 22 maggio 2013 ad opera dei due estremisti Michael Adebolajo, 28 anni, e Michael Adebowale, 22, o ancora nel caso dell’attentato al museo ebraico di Bruxelles, compiuto un anno dopo dal 29enne Mehdi Nemmouche, costato la vita a quattro persone.

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