Sarà che si avvicinano le elezioni, sarà che ha appena “smaltito” le vacanze e dunque è tutto allegro e contento alla faccia nostra, ma il premier Gentiloni continua a spararle sempre più grosse, su crescita e ripresa. Che, abbiamo già dimostrato in passato, c’è, ma a valori ridicoli e soprattutto le nuove occupazioni son semplicemente contratti a tempo indeterminato trasformatisi in contratti a termine, vale a dire in lavoro precario. Per buona incazzatura dei molti italiani turlupinati dal Jobs Act.

Ma lui, il Premier, in perfetta scuola renziana, finge ottimismo e tira dritto e ogni volta che ape bocca ricorda i galli delle leggende celtiche, che facevano a gara a chi le sparava più grosse. E così, la “debole ripresa”, diventa “grande ripresa”, “successo del Jobs Act”, “luce in fondo al tunnel” e via dicendo. Ogni giorno che passa il nostro Paese pare essersi trasformato in quello dei balocchi di Pinocchio e Lucignolo.

“È un momento cruciale per la nostra economia e per il percorso che il Paese sta affrontando. Ci sono notizie incoraggianti: la crescita è andata oltre tutte le previsioni fatte fino a un anno fa, il Paese può vantare performance notevolissime soprattutto in alcuni settori”, ha detto il presidente del Consiglio alla Fiera del Levante di Bari. Ma siccome sciocco non è per niente, anzi tutt’altro, ha anche prudentemente aggiunto: “Le difficoltà non sono certo alle nostre spalle”. Già, appunto.

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E quindi, come da copione scritto, ecco partire la sviolinata, la captatio benevolentiae, l’assist al Governo, per tener buona la gente. “Abbiamo bisogno di fiducia, di istituzioni rassicuranti, che diano certezza della capacità di essere presenti, di difendere il Paese e la salute dei nostri concittadini”, ha detto, facendo altresì riferimento ai vaccini, e non solo alla salute dei conti pubblici (cosa c’entrino le due cose ci sfugge, ma tant’è).

E poi la fregnaccia: la ripresa economica ha “prodotto anche conseguenze positive in termini sociali: il numero di occupati in Italia è tornato ai livelli del 2008 che erano livelli record con 23 milioni di persone al lavoro e il lavoro degli ultimi anni ha quasi interamente recuperato i posti perduti negli anni della crisi più acuta. Dal 2008 al 2013 si sono persi un milione e novantamila posti di lavoro, oltre novecentomila sono stati recuperati negli ultimi tre anni”. Precari. Ma quello s’è dimenticato di dirlo.

“Nella legge di bilancio lavoreremo nei confini consentiti dal fatto che stiamo proseguendo su una politica che mette in regola i conti pubblici, riduce il deficit e consolida il debito italiano, perché abbiamo bisogno di sicurezza per la nostra economia e la messa in sicurezza del sistema continua. E insieme abbiamo bisogno – e useremo tutti i margini possibili – di accompagnare la crescita. Lo faremo innanzitutto sul tema del lavoro: lavoro, lavoro, lavoro come vera priorità”, ha concluso.

Fonte: qui

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