Il successo folgorante del partito euroscettico “Alternative fuor Deutschland” (AfD) minaccia i paesi piu’ in crisi dell’eurozona: a sostenerlo e’ ll’agenzia di rating Standard&Poor’s. Secondo l’agenzia Usa, il progressivo rafforzamento di AfD potrebbe spingere il cancelliere tedesco Angela Merkel ad attuare una linea piu’ dura per riconquistare gli elettori della Cdu “rubati” da AfD. Nei sondaggi AfD continua a crescere: a livello federale per la prima volta ha raggiunto il 10 per cento delle preferenze. La scorsa settimana gli euroscettici di “Alternativa per la Germania” sono riusciti ad entrare nei Parlamenti regionali di Brandeburgo e Turingia dopo aver registrato un relativo successo anche in Sassonia e alle elezioni europee.

L’ascesa di AfD potrebbe influenzare la linea della politica europea del governo tedesco: se gli euroscettici tedeschi dovessero incassare nuovi successi – secondo l’analista di S&P Moritz Kraemer – il governo di Berlino potrebbe assumere una posizione piu’ dura nei confronti del salvataggio dell’euro. Ma gli avvertimenti di S&P hanno suscitato dure critiche da parte dei maggiori economisti tedeschi. “Questa e’ una triste ironia della sorte economica”, ha dichiarato il direttore dell’Istituto di macroeconomia e ricerca congiunturale (Imk), Gustav Horn, al quotidiano “Handelsblatt”.

“Proprio una di quelle agenzie che nell’autunno 2009 avevano chiesto una politica di austerita’, ora temono la linea di rigore richiesta da AfD”, ha commentato Horn, secondo cui tutto questo dimostrerebbe “la totale assurdita’” del lavoro delle agenzie di rating. “Non bisogna piu’ prendere sul serio i loro giudizi”, ha aggiunto Horn.

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Ma il quotidiano “Handelsblatt” accende anche i riflettori sull’ex Germania Est, e sono dolori. A quasi 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino – scrive –  la Germania orientale sconta ancora una marcata debolezza economica rispetto ai lander dell’Ovest: il peso economico dei cosiddetti “nuovi lander” e’ del 30 per cento inferiore rispetto a quello dei lander dell’Ovest,

Secondo il rapporto annuale del governo sullo stato dell’unita’ tedesca, il gettito fiscale pro capite ammonta nell’Est del paese a 937 euro, all’Ovest invece a 1837 euro.

“Dal 1989 ad oggi i tedeschi dell’Est hanno compiuto grandi progressi, ciononostante sono ancora preoccupata”, ha dichiarato al giornale l’incaricata per l’Est del governo federale, Iris Gleicke (Spd). Per incentivare lo sviluppo dell’Est, Gleicke propone un ulteriore incentivo alle regioni piu’ bisognose anche dopo la scadenza del contributo di solidarieta’ nel 2019.

“Altrimenti tutto il lavoro di ricostruzione fatto in questi anni all’Est sara’ solo fatica sprecata e i lander orientali continueranno ad essere attaccati alla flebo dell’Occidente”, ha commentato l’esponente della Spd. Anche nell’Est ci sono industrie in forte crescita che non necessitano di alcun finanziamento: e, anche nelle regioni dell’Ovest alcune imprese rischiano di finire su un binario morto. “Dobbiamo certamente parlare di un terzo patto di solidarietà. Il denaro non può più essere distribuito in ogni direzione. Abbiamo bisogno di criteri chiari e indicatori strutturali che giustificano le sovvenzioni”.

Alla luce di questo spaccato tedesco, sorge spontanea una domanda: perchè alla Germania è concesso di finanziare aziende private – aiutandole – con fondi pubblici mentre, se lo fa l’Italia ad esempio nel caso Alitalia, viene subito attaccata per aver violato le regole della UE che impediscono tali operazioni?

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