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La Germania ha un problema, anzi più di uno: diciamo prima di tutto che NON è un paese veramente ricco, anzi è relativamente povero (seguitemi e capirete cosa intendo) e per questo ha storicamente dovuto dimostrarsi estremamente aggressivo nei confronti dei propri vicini, doveva impossessarsi delle risorse altrui – chiamiamolo anche spazio vitale o lebensraum – per poter ambire agli onori che ritiene le siano dovuti. Geograficamente è relativamente insignificante, la sua importanza geostrategica è data soprattutto dalla presenza ai confini prossimi del nemico occidentale per tutte le stagioni, la ricchissima Russia per cui la patria di Goethe può essere un utile contenimento, solo questo. Ha limitati sbocchi al mare, non ha una posizione florida e felice. Il clima è terribile e ben pochi stranieri penserebbero di andare a vivere in tale landa per godere delle eventuali (quali?) bellezze del paese. A livello di risorse naturali, beh, è peggio dell’Italia (ad esempio, la vicina Ucraina è la strada obbligata per quella che fu Stalingrado, porta verso i ricchi giacimenti di greggio azeri, ndr). Oggi la Germania vive dei consumi soprattutto extraeuropei dei propri prodotti da esportazione, competitivi solo grazie ad un euro strutturalmente molto più debole di quello che sarebbe il marco. Ma è anche un paese che ha sopperito a cotante debolezze strutturali con grande abnegazione e con un enorme spirito di squadra, il più delle volte battagliero: oggi, il problema di domani è mantenere una certa vigoria economica, unitamente a trovare a termine una soluzione per la schiera di anziani che vanno accumulandosi oltre il Gottardo. E’ un dato di fatto che il sistema pensionistico tedesco non permetterà loro di vivere con lo stesso tenore di quando lavoravano, in quest’ottica avere dei paesi europeriferici a clima caldo con costi di “gestione bassi” [ergo, in crisi perenne] sono perfetti per parcheggiare i vecchietti, sostituendoli con manodopera a basso costo importata dagli stessi periferici residenza in pectoreper gli anziani tedeschi. In questo termini la crisi attuale con parallelo impoverimento dei paesi belli ma deboli avrebbe un perfetto senso compiuto.

Voi direte: invenzione! No, tutto reale, questi sono di fatto i concetti elaborati recentemente del presidente del più importante think tank economico tredesco, la DIW (Dr. Marcel Fratzscher, “Die Deutschland Illusion”, http://www.hanser-literaturverlage.de/buch/die-deutschland-illusion/978-3-446-44034-0/), per inciso lo stesso think tank che proponeva circa un anno fa una patrimoniale dell’Italia di ca. il 10% (con il debito attuale) applicata al patrimonio delle famiglie!

Quello che possiamo verificare è che sembra essere in corso una restaurazione dei poteri forti in Europa e nel mondo occidentale, le classi veramente abbienti vogliono consolidare ad aeternum la loro posizione sociale e per questo sembra esistere una coalizione mondiale di abbienti, probabilmente pronta a fare fronte comune contro l’ingerenza dei nuovi ricchi in arrivo, leggasi russi e cinesi: la Germania è in prima linea in questa speciale classifica, la distribuzione di ricchezza in tale paese è tra le peggiori in Europa, pochi ricchi e una massa di estrazione economica medio bassa (al contrario dell’Italia), tutti tendenzialmente anti russi. Alla fine sono sempre le elites che governano, le stesse elites allemane che si sono saldate con i nostri italici poteri tradizionali o anche poteri forti per impadronirsi delle ricchezze del Belpaese. E questi sono gli stessi che storicamente hanno guardato con cupidigia alle privatizzazioni nazionali per ricavarci lauti profitti (la prossima da tenere d’occhio è ENEL).

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Vi sembrerà una posizione estrema la mia ma purtroppo non è così: la Germania oggi sta vivendo di una ricchezza e potenza effimera se comparata con quella – reale – di altri paesi veramente ed intrinsecamente ricchi: Cina, Russia, USA, India, Brasile, Canada, Messico. O si hanno enormi bacini di consumatori o si hanno le materie prime, o entrambi. La Germania non ha da sola nessuna delle due, consumi e risorse, ma solo un giocattolo – l’Europa – da sfruttare e da gestire a proprio uso e consumo sfruttando la nomea di challenger nei confronti della Russia vis a vis con gli Usa per avere il “permesso” di giocare in proprio o quasi. Peccato che questa sia poco più di una illusione, la Russia ha un potenziale atomico enorme, non c’è alcun challenge possibile con la Germania e con l’Europa, il pollo di turno è l’amministrazione USA che ancora crede a questa favole del challenge all’orso Russo. Poi, vero che la Germania sfrutta anche le debolezze dei propri vicini, prima di tutto dell’Italia in quanto ricca per indebolirla e/o aprofittarsi delle ricchezze. Pochi sanno che Tangentopoli fu basata su infrazioni italiche che in Germania non erano reato, mi riferisco al fatto che fino al 1999 al di là del Gottardo non era reato pagare tangenti alle amministrazioni pubbliche e fino al 2002 non lo era nemmeno pagarle alle aziende, o meglio tali costi si potevano mettere in detrazione a bilancio…. Strano, vero?

Ca va, ma oggi dobbiamo renderci conto della realtà virtuale che stiamo vivendo: il paese che probabilmente aveva il maggior saggio di risparmio privato in Europa solo 5 anni or sono sembra quasi morto (l’Italia assieme a Cipro, la tabella che segue è di fine 2008 su dati BCE!) e l’austerity, pur dimostrato essere inutile ed anzi dannosa, sembra essere ancora imposta dal mondo tedesco praticamente solo all’Italia e non ad esempio alla Francia, che invece sforerà nel 2014 e 2015 il deficit imposto da Bruxelles. Appunto, questo dimostra più di mille grafici che l’austerity era ed è uno strumento di coercizione a vantaggio della Germania e dei paesi del nord, se non l’avevate ancora capito avete dei seri problemi di comprendonio

Questione di reputazione si dice. Che cavolo di reputazione, questo è un furto: qui stiamo a vivere una realtà, ripeto, virtuale in cui ad es. la Grecia – così sembrerebbe a leggere i giornali – sta intravedendo la fine del tunnel quando invece nel 2009 aveva ca. il 140% di deficit pubblico ed ora sta oltre al 170% [di cui la maggior parte debito estero, appunto schiava per sempre del debito denominato in euro]; la Spagna è con le pezze al culo con disoccupazione giovanile di oltre il 50% ed un paese di “di fatto” camerieri per turisti nord europei (è quello che vogliono?) eppure a leggere il Corriere sembra essere una storia di successo da replicare in Italia: io non accetterò mai tali bugie e mi batterò contro tale protervia dei soliti noti, questo deve essere chiaro.

La Germania, sfruttando le innegabili colpe periferiche, sta prendendo possesso dell’Europa concretizzando il progetto Funk di origine nazista: se a voi va bene diventare schiavi/manodopera a basso costo non risparmianti ma solo consumanti benvenuti nel Reich 4.0. Se invece volete fare qualcosa per evitarlo, beh, potete andarvene all’estero e sparire o spiegare ai vostri amici e colleghi italiani – ed anche ai vostri figli – il rischio mortale che stiamo correndo. Tra l’altro questo è quanto sto facendo io [dall’estero] pur con molti attacchi derivanti dalla mia affinità al libero pensiero e non al pedissequeo allineamento alla legge del più forte (…). E credetemi che comprare italiano boicottando i prodotti tedeschi aiuta, eccome! Il vero problema è che sono tre anni che scrivo le stesse cose e comincio a pensare che non serva a nulla….

Food for thought

 

Mitt Dolcino

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