Un professore abruzzese di Guardiagrele, Giacinto Auriti, a partire da 20 anni fa, quando l’Italia stava bene e la crisi non era nemmeno un brutto sogno, aveva previsto che saremmo arrivati ben presto al collasso economico, strozzati dal debito pubblico che aumentava di anno in anno, e sarebbe prevedibilmente arrivato ai livelli odierni, dove ha superato 2.100 miliardi di euro, aumenta di anno in anno, e ci costa circa 100 miliardi di euro – soldi dei cittadini prelevati con le tasse – solo per pagare gli interessi sul debito. Una cifra folle, mostruosa, e tutto questo è dovuto solo al fatto che gli stati anziché emettere la propria moneta, deputando ciò ad una Banca di proprietà dello Stato, hanno vergognosamente ceduto questo potere a dei banchieri privati, che emettono moneta e indebitano le nazioni! Auriti lo ha sempre affermato con grande forze, arrivando a denunciare la Banca d’Italia, che fu assolta perché “il sistema monetario è sempre funzionato così”, come se il fatto che il signoraggio fosse una consuetudine, lo autorizzasse. In realtà sulla materia c’è un vuoto normativo… l’emissione della moneta è uno degli argomenti più censurati, di cui nessuno parla, se non per disinformare facendo credere all’opinione pubblica che la voragine del debito sia stata creata dagli sprechi e dalle ruberie, che indubbiamente ci sono stati, ma il debito pubblico non deriva da ciò. Deriva da un sistema monetario truffaldino, e se vi informate in rete troverete moltissima letteratura e pubblicazioni che lo spiegano.

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http://lastella.altervista.org/giacinto-auriti-banca-ditalia-e-bce-associazioni-a-delinquere/

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