Uno dei simboli più importanti e probabilmente dolorosi del declino dell’Italia è la difficoltà dei giovani a trovare lavoro. Secondo i dati pubblicati dall’Istat a giugno 2017 il tasso di disoccupazione è al 35,4%.

E contrariamente a quanto si potrebbe pensare tra quelli che hanno maggiori difficoltà a trovare un impiego ci sono i ragazzi più qualificati, quelli che nel curriculum possono vantare diplomi di laurea e master.

Il solito inglesismo per indicare il fenomeno: overskilled

Un paradosso che tecnicamente viene definito con il solito inglesismo: over skilled ovvero troppo qualificati. Conoscenze troppo specialistiche e di alto livello rispetto alle esigenze delle imprese.

Quali le cause? I sociologi del lavoro ne hanno individuato tre: costo del lavoro elevato, piccola dimensione delle imprese, scarsa propensione all’innovazione.

Sul costo del lavoro pesa come un macigno il cuneo fiscale

Per quanto riguarda il costo del lavoro elevato è importante precisare che non riguarda lo stipendio netto percepito. I dati parlano chiaro: secondo Almalaurea a un anno dalla tesi lo stipendio medio del 42,9% di laureati che sono riusciti a trovare occupazione è di appena 1041 euro che diventano 1278 dopo tre anni.

La colpa è del cuneo fiscale che ha raggiunti la percentuale mostruosa del 49%. Tasse e contributi fanno lievitare i costi per le aziende che reagiscono non assumendo.

loading...

Italia regno delle Pmi poco innovative

La seconda e terza causa riguardano invece la natura della struttura produttiva del Paese: presenza massiccia di piccole imprese con scarsa propensione all’innovazione. Male antico che oggi incomincia a presentare il conto.

Mismatch tra competenze acquisite e necessità delle aziende

Esiste infine una quarta causa spesso sottovalutata che riguarda il tipo di conoscenze fornite dall’Università italiana: spesso non sono funzionali alle esigenze del mercato del lavoro.

Esiste cioè mismatch tra quello che le aziende cercano e quelli che i giovani offrono. E il paradosso doloroso è che il 40,5% delle imprese ha trovato difficoltà a trovare i profili professionali di cui aveva bisogno.

Italia penultima in Europa, peggio di noi solo la Grecia

La solita classifica europea ci da la dimensione di quanto grave sia la nostra situazione. Secondo quanto pubblicato dal Sole 24 Ore l’Italia è al penultimo posto in Europa per tasso di assunzione di profili in possesso di una istruzione terziaria ovvero laurea e successivi diplomi: poco più del 60%. Peggio di noi solo la Grecia con il 55%. La Germania è all’86,4%, la Norvegia al 93,6%. Questo è il vero spread.

Fonte: Qui

loading...