Nonostante le perplessità dei media rispetto all’accelerazione della premier sull’uscita dall’Ue, un sondaggio del Guardian dà i Tory in crescita, al 43%

Ricompattato a quanto pare non solo in superficie da Theresa May dopo le divisioni sul referendum per l’uscita dall’Unione europea, il Partito Conservatore britannico resta saldamente la prima forza del regno: con un vantaggio quasi record sui Laburisti di Jeremy Corbyn e con gli altri maggiori partiti tutti in calo, stando a un sondaggio realizzato dall’istituto Icm per il Guardian e diffuso lunedì 10 ottobre. La rilevazione da’ i Tory al 43% dei consensi, con altri due punti guadagnati nell’ultimo mese a dispetto delle perplessità di alcuni media e di parte del mondo del business rispetto ai segnali di accelerazione verso una potenziale “hard Brexit” venuti di recente dalla premier.

Al contrario il Labour, dove la fronda interna al gruppo parlamentare contro la svolta a sinistra di Corbyn prosegue malgrado la netta rielezione del leader a settembre, si ferma al 26%, ossia 17 punti indietro: il distacco maggiore dal 2009, a tre punti dallo scarto record del 20% registrato nel 2008 sotto la leadership di Gordon Brown. Non va meglio, fra gli altri partiti nazionali, ai litigiosi dell’Ukip – alla ricerca di un successore di Nigel Farage e di una nuova identità dopo il trionfo referendario – che scendono all’11% (dal 13) né, sul fronte opposto, agli europeisti Libdem di Tim Farron e Nick Clegg che – sventolando la bandiera anti Brexit – tornano a calare dal 9 all’8%.

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