Lo ha ammesso perfino Jean-Claude Juncker che l’Unione Europea non arriverà mai a costituire gli Stati Uniti d’Europa perché i cittadini non lo vogliono e soprattutto perché è un progetto che non sentono come proprio. Montano le più che legittime istanze dei cosiddetti gruppi populisti che dilagano a macchia d’olio in ogni angolo del Vecchio Continente e pertanto l’unione politica, ultima spiaggia nel disperato tentativo di salvare il salvabile, non è più perseguibile perché l’uomo della strada ha perfettamente intuito che la costruzione europea si è dimostrata del tutto fallimentare e ben diversa e distante dalle iniziali promesse.

Fino ad ora i gruppi dominanti sono stati gli unici nel dettare le regole nella conduzione europea consentendo da una parte che la UE non si sfaldasse, ma dall’altra che i vari Paesi membri precipitassero nel caos politico, finanziario e d’identità avendo relegato sempre più i rispettivi Governi e Parlamenti nazionali verso un ruolo di semplici certificatori passivi di volontà ed interessi decisi altrove. La politica economica delle regole e vincoli esterni ha avuto la capacità di estraniare completamente i cittadini da qualsiasi potere decisionale e di verifica ed è stata utilizzata come una vera e propria arma di ricatto per costringere intere economie nel sottostare verso un modello economico molto distante dalle proprie reali esigenze.

Tuttavia i gruppi dominanti che hanno utilizzato ogni mezzo, in primis sospendendo i principi posti a base e garanzia della democrazia, pur di mantenere in vita il progetto europeo non hanno sufficiente valutato che se avessero provocato con il loro agire lo sconquasso degli Stati sottostanti a loro volta sarebbero stati spazzavi via anche loro.

Le sorti e i destini dell’Unione Europea e dell’euro sono stati condotti ignorando completamente le esigenze dei cittadini, distruggendo la classe media che si era formata in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale e costringendo le aziende minori o nel chiudere i battenti o a capitolare per un tozzo di pane nelle mani delle più grandi.

Sorge poi spontaneo nelle coscienze dei cittadini, che aspirano ancora a rimanere tali e non sudditi di un sovrano-despota dematerializzato, avanzare riserve sui metodi e criteri con cui si dovrebbero eleggere i rappresentanti degli Stati Uniti d’Europa affinché perseguano gli interessi di tutti e non quelli dei gruppi dominanti che fino ad ora hanno di fatto governato l’Unione Europea.

Ad esempio in Italia stiamo da anni vivendo l’incubo di essere (s)governati da una classe politica abusiva con un Parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata illegittima e con capi di governo imposti e non espressione di volontà popolare e sarebbe pertanto scontato, e quanto mai probabile, che questo metodo avverrebbe anche nei confronti dei rappresentanti in un futuribile governo sovranazionale sotto il cappello degli Stati Uniti d’Europa.

In poche parole ci ritroveremo le stesse persone di oggi nel ricoprire ruoli chiave nel governo europeo questa volta con la beffa di averli eletti formalmente con pseudo sistemi democratici permettendogli di continuare imperterriti nella loro azione di supporto ai gruppi dominanti e a totale discapito della collettività!

Aspettiamo allora impassibili al totale disastro della maggioranza dei paesi europei e all’inevitabile conseguente implosione dell’Unione Europea o prendiamo coscienza di salvare questa volta il salvabile di ciò che rimane degli Stati membri staccando prima la spina all’azione perversa dei gruppi dominanti che fino ad ora hanno fatto solo il cattivo tempo per noi e il bello per loro? Francamente i cittadini europei hanno già dato!

Antonio M. Rinaldi – Scenarieconomici

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