La coalizione guidata dagli Stati Uniti ha colpito alcune raffinerie nell’est della Siria, durante la terza notte di raid aerei contro i jihadisti dello Stato islamico. Gli attacchi, compiuti da Stati Uniti, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, hanno ucciso 14 militanti dello Stato islamico e cinque civili, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani.

Lo Stato islamico negli ultimi mesi ha occupato diverse zone della Siria e dell’Iraq, prendendo il controllo delle raffinerie di petrolio. La vendita di petrolio greggio di contrabbando è una delle principali fonti di finanziamento del gruppo terroristico. Secondo gli Stati Uniti, le raffinerie colpite la notte scorsa facevano guadagnare allo Stato islamico circa due milioni di dollari al giorno, scrive la Bbc.

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Gli Stati Uniti da agosto hanno lanciato quasi 200 bombardamenti contro lo Stato islamico in Iraq e il 22 settembre hanno allargato le loro operazioni anche in Siria.

Il 24 settembre a New York si è aperta la sessantanovesima assemblea generale delle Nazioni Unite. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha parlato dell’impegno del suo paese contro lo Stato islamico e ha chiesto l’appoggio dell’Onu contro i jihadisti.

“Non siamo in guerra con l’islam, che insegna la pace. Non c’è un noi e un loro, perché ci sono milioni di americani musulmani che fanno parte di questo paese. Respingiamo l’idea di uno scontro di civiltà”, ha detto il presidente.

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