“Quando il deficit è troppo alto? In opposizione alla magia, Lerner propose la finanza funzionale”: così scrivevano nel 2010 Yeva Nersysian e Randall Wray in “Una critica de Questa volta è diverso, di Reinhart e Rogoff”. In anticipo su quanto emerso nel 2013, ovvero gli errori catastrofici del duo R&R, la superstizione del debito eccessivo veniva smontata punto per punto. Proponiamo di seguito la conclusione del documento, qui linkato integralmente (traduzione Marco Sciortino)

“Ovviamente c’è un limite alla capacità di spesa del governo e certamente esso non dovrebbe spendere una cifra infinita. Tuttavia, un governo sovrano non è vincolato finanziariamente, e ciò significa che non può mai affrontare problemi di solvibilità. In ogni caso, esso è certamente vincolato in termini reali, ovvero un altro tipo di problema di sostenibilità: quanta parte delle risorse nazionali deve essere allocata dal governo? Dato il livello di risorse che il settore non governativo vuole utilizzare, quanto ampio deve essere il disavanzo governativo per allocare il resto delle stesse?

Più di cinquant’anni fa, Abba Lerner fornì la risposta a questo problema. Se vi sono disoccupati involontari (aggiungeremmo anche sottoccupati) significa che il deficit è troppo basso. Il governo dovrebbe tagliare le tasse o incrementare la spesa pubblica. Si può certamente discutere su quale sia la soluzione migliore, ma ciò va oltre lo scopo di questo saggio. Quando il deficit è troppo alto? Quando è al di sopra del 3, del 7, del 10%? Di nuovo, non ci sono numeri magici e chiunque tiri fuori un numero universale semplicemente travisa il sistema monetario moderno e la macroeconomia. In opposizione alla magia, Lerner propose la “finanza funzionale” ― il concetto secondo cui il risultato di bilancio del governo federale non è conseguenza di esso stesso ma, piuttosto, ciò che conta sono gli effetti economici della spesa pubblica e della tassazione.

Quando la spesa totale nell’economia, inclusa la spesa pubblica, va oltre la capacità produttiva dell’economia di produrre quando essa è impiegata alla massima portata, il governo dovrebbe ridurre la spesa o incrementare le tasse. Un eventuale esito negativo nel fare ciò condurrà all’inflazione. Quindi è l’inflazione il vero limite per la spesa del governo, non una insufficienza dei finanziamenti. Il debito pubblico non è altro che il risultato dei disavanzi governativi, e ciò vale allo stesso modo per il debito privato”.

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