Roma, 21 ott – No, la Francia non sta cadendo, in queste ore, in una “guerra civile”, come ha scritto qualcuno. Per il futuro, però, non possiamo garantire. La situazione, al di là delle Alpi, è tesa. La polizia è sul piede di guerra a causa delle numerose aggressioni di cui è oggetto da parte delle bande allogene delle periferie, l’ultima delle quali è stata una molotov contro due auto, in pieno giorno, a Viry-Châtillon, lo scorso 8 ottobre, per cui due agenti hanno subito gravi ustioni. Da quattro giorni, i poliziotti scendono in strada in varie città della Francia per protestare contro una situazione ormai esplosiva. Stupisce, nei video delle manifestazioni, l’atteggiamento bellicoso dei manifestanti, scesi in strada a volto coperto e con fare piuttosto facinoroso, sia pur reclamando la solidarietà degli altri poliziotti, i loro colleghi in quel momento in servizio e che stavano garantendo l’ordine pubblico. Da molte finestre sono spuntate bandiere tricolori in sostegno alle manifestazioni. Agenti sono scesi in strada a Parigi, Lione, Marsiglia, Tolosa, Bordeaux, Lens, Colmar e Grenoble.

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