Figlio del capo di endocronologia dell’università di Detroit, Abousamra studia informatica a Boston per poi partire per la jihad. Nel 2004 combatte in Iraq con al Qaeda, poi si sposta in Siria dove aderisce all’Isis.

Dagli Stati Uniti alla Siria per combattere la jihad. È Ahmed Abousamra, cittadino americano, figlio di un ricco medico che ha a lungo guidato il reparto di endocrinologia alla Wasyne State University di Detroit.

Oggi è il guru dei miliziani dell’Isis che hanno sgozzato i giornalisti statunitensi James Foley e Steven Sotloff. Dietro alla diffusione di quei due video (guarda: decapitazione di Foleydecapitazione di Sotloff) che hanno terrorizzato l’Occidente c’è proprio Abousamra che, dopo aver studiato in America informatica, adesso mette al servizio del Califfato le proprie conoscenze per portare avanti la propaganda digitale dell’Isis.

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Come spiega Paolo Mastrolilli, inviato della Stampa a New York, per diffondere filmati, fotografie e documenti propagandistici il Califfato “usa sistemi molto sofisticati”, come il “Dawn of glad things”, un’applicazione che “consente di replicare in maniera automatica il contenuto del prodotto“. Secondo l’intelligence americana, dietro all’uso di questi complessi ci sarebbe appunto Abousamra. Nato 32 anni fa in Francia, si è presto trasferito in America dove il padre medico lavorava come endocrinologo. La sua è stata una infanzia trascorsa tra i sobborghi ricchi di Boston dove ha studiato alla Xaverian Brothers, scuola cattolica privata di Westwood, e alla Stoughton High. Quindi l’università: informatica alla Northeastern University dove era addirittura finito nella “Dean’s List” per l’eccellenza accademica.

L’Fbi si interroga sul passato di Abousamra: cosa ha fatto di un ricco e colto ragazzo americano uno spietato jihadista che combatte al fianco dei miliziani islamici? Secondo ilNew York Post, andava a pregare alla moschea della Islamic Society di Boston, la stessa frequentata da Tamerlan Tsarnaev, uno dei due fratelli che avevano fatto l’attentato a Boston dell’anno scorso, e di Aafia Siddiqui, la scienziata del Mit passata con al Qaeda. Già dopo i tragici attentati dell’11 settembre il giovane aveva applaudito ad al Qaeda. Nel 2004, invece, si trovava in Iraq a combattere contro gli americano. Al suo ritorno negli Stati Uniti l’Fbi lo aveva interrogato senza, tuttavia, arrestarlo. Grazie alla doppia cittadinanza america e siriana, era quindi volato in Siria dove si era schierata con l’Isis. Da allora è tra i maggiori ricercati dell’Fbi e sulla sua testa pende una taglia da 50mila dollari.

ilgiornale.it

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