Fonte: Me-mmt Milano

Io ho simulato un dialogo originato da un mio sdoppiamento mentale: la parte di me risalente a 4 anni fa (A) chiede, e io di adesso (B)rispondo.

 

(A): Come si trova una cura per una malattia grave?

(B): Con la ricerca.

 

(A): Esistono dottori disponibili e competenti per fare ricerca?

(B): Sì e a bizzeffe.

 

(A): Esistono i materiali, le tecnologie e gli operai per costruire le migliori strutture all’avanguardia?

(B): Sì e in abbondanza.

 

(A): E allora perché non assumere i migliori ricercatori al mondo e non costruire strutture all’ultima tecnologia?

(B): Pare perché le donazioni non siano abbastanza. E qui il discorso ahimè prende un’altra piega…

 

(A): Ma se la salute delle persone si basa sul sistema delle donazioni, vuol dire che la nostra salute è una variabile aleatoria che dipende dal livello di compassione di coloro che possono permettersi di spendere denaro per aiutare gli altri?

(B): Pare di sì. Stai centrando il punto…

 

(A): E allora a che cavolo serve lo Stato? Ad abbandonarci a noi stessi?

(B): Ci sei arrivato! Il trend è esattamente questo.

 

(A): SOLUZIONI ALTERNATIVE?

(B): Esistono, hanno più di cent’anni di storia accreditata e hanno come fine ultimo il bene pubblico.

 

(A): Cioè? In pratica?

(B): Se lo Stato fosse emittente e non utilizzatore (come ora) di moneta, potrebbe CON UN CLICK accreditare il conto corrente di www.aisla.it o in alternativa creare di sana pianta un istituto pubblico atto a trovare cure per la S.L.A.

 

(A): Ma questi soldi però da dove li prendono? Sempre dalle tasse dei contribuenti vero? Allora è come fare le donazioni gira e rigira!

(B): No! Se li inventa, letteralmente, con un click.

 

(A): Seeeeeeeeeee! Ma se facesse così, sarebbe una confusione totale, la politica spenderebbe più del dovuto e arricchirebbe i soliti noti!

(B): I soldi spesi per i corrotti a suon di tangenti sono di certo un male perché nessuno autorizza un politico ad un comportamento del genere, dunque questi soldi non hanno una finalità pubblica. Ma lasciare le cose come già stanno, significa lasciare la ricerca soprattutto all’industria farmaceutica, che ha come fine ultimo il profitto, mica la salute pubblica! E non dimentichiamo che intorno all’industria farmaceutica esiste un giro di corruzione tale da far impallidire qualsiasi politico! Io non mi sento di privare le persone della speranza offerta dalla ricerca, e di tutti gli investimenti pubblici che possono migliorare la vita dei cittadini, solo perché temiamo ci possa essere corruzione. Tu invece come la pensi? La Storia italiana spiega al meglio questo problema: ma ti vedi un Craxi ritirare una tangentina d’oggi di 30 mila euro? Non mi far ridere va! I politici di ieri rubavano pure le maniglie dei gabinetti ma in compenso SPENDEVANO per il paese. I benefici di quegli anni sono sotto i nostri occhi, oltre che nei conti in banca (nota che eravamo i primi risparmiatori al mondo prima dell’€).

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(A): Ma stampare moneta a go-go provoca inflazione! Ti ricordi alle superiori? Dice niente Weimar?

(B): Certo so di Weimar, ma lì esistevano dei problemi strutturali che ora neanche lontanamente esistono. Per farla breve, il limite della spesa in deficit dello Stato (differenza tra quanto lo Stato spende e quanto tassa) è proprio l’inflazione. Ma aspetta un attimo, quand’è che l’iperinflazione (visto che parli di Weimar) esplode? Quando a corrispondenza della spesa dello Stato non si crea un relativo bene o servizio, dunque lo Stato spende ma non si crea niente o si crea troppo poco, e allora i beni disponibili sono gli stessi ma i $ per acquistarli molti di più rispetto a prima! E i prezzi logicamente schizzano alle stelle… Noi invece in che situazione ci troviamo? Abbiamo supermercati e magazzini zeppi di merce inacquistata, le imprese falliscono a velocità mai vista, la disoccupazione giovanile e non solo dilaga ecc. E allora il problema dove sta se viviamo nella potenziale abbondanza e tante persone vorrebbero lavorare (per creare beni e servizi)? La risposta è che non c’è nessun problema! Se tra 30 anni fossimo tutti occupati e la produzione del paese fosse al suo massimo possibile, allora sarà corretto chiudere quanto serve il rubinetto della spesa pubblica. Ma ti rendi conto? PIENA OCCUPAZIONE GARANTITA! Ti rendi conto della portata di questa rivoluzione sociale?!

 

(A): Ultima domanda. Va bene spendi per abbattere completamente la disoccupazione, orientando questa spesa seguendo esclusivamente l’interesse pubblico. Ma… Non si accumula così il DEBITO PUBBLICO?

(B): Ti sei mai chiesto perché non esiste al mondo uno Stato che non ce l’abbia? Il debito pubblico è la più grossa bufala della nostra generazione. Esso non è altro che la sommatoria delle differenze di quanto lo Stato spende e di quanto tassa negli anni. In altre parole è NECESSARIO che si formi e che aumenti nel tempo. In più, se lo Stato è monopolista della moneta, se la inventa al momento della spesa e non deve restituirla a nessuno! Vedi allora che “debito pubblico” è un termine improprio. Sarebbe meglio chiamarlo “debito di Stato” oppure “ricchezza pubblica”!

 

(A): Mmmh…

(B): Per noi che siamo nell’€-zona invece è un debito reale sto debito pubblico, indovina perché! Alcuni indizi: siamo emettitori o utilizzatori dell’€? Chi ci da l’€, come e quanto ci costa chiederlo per ogni tipo di spesa? Se lo Stato decide di spendere un milione di € per i malati di SLA, può farlo tranquillamente o deve immediatamente inventarsi una tassa per rientrare nel debito verso le banche?

 

(A): Sembra tutto vero ma mi hai rincoglionito. Ne riparliamo tra qualche anno perché sembra tutto così importante e interessante.

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