di Luciano Lago

Non potrebbe essere più stucchevole lo spot pubblicitario che il “fiorentino” è andato a cercarsi negli States su consiglio dei suoi consulenti d’immagine che lo vedevano ultimamente un pò appannato per causa delle tante polemiche del referendum e per le sue uscite impulsive: “…se perdo al referendum me ne vado….anzi no….resto…..”

Il quadretto offerto dalla Casa Bianca alle TV e prontamente diffuso da tutti i media, con Matteo Renzi da Barack Obama, accompagnati dalle rispettive signore, in una cena esclusiva per gli ospiti contornati da giullari e pagliacci di regime, fra i quali si distingueva il conterraneo Roberto Benigni (quello della “Costituzione più bella del modo”) ed altri personaggi dello spettacolo e del cinema.

Ci si domanda se sarà questa pubblicità ad avere l’effetto di convincere una buona parte di italiani a votare per il “Si” al referendum? Potrebbe essere, vista l’influenza che la TV esercita sulle menti più sprovvedute e considerando anche la mole di retorica che accompagna la propaganda del “Si” (saremo un paese più moderno, avremo una politica più efficiente, renderemo più spediti i processi decisionali, ecc..) Persino il filosofo si sinistra Cacciari si è spazientito ed è sbottato in TV contro questa melassa retorica giudicata insopportabile.

Quello su cui puntava Renzi con il suo viaggio a Washington, era la sponsorizzazione del “premio Nobel” per la pace, Barack Obama, grande amico e compare del fiorentino, il presidente USA, nonostante che questi, a giudizio della maggior parte dei critici statunitensi, rappresenti la peggiore presidenza mai avutasi a Washington negli ultimi 40 anni.

Barack Hussein Obama è l’uomo del “doppio gioco“, colui che ha provocato ben sette conflitti nel mondo ed è stato artefice della destabilizzazione e devastazione di paesi del Medio Oriente, del Nord Africa, che ha prodotto l’arrivo nella regione dell’ISIS e dei gruppi islamisti armati da USA ed Arabia Saudita, che ha diretto lasobillazione ed i colpi di Stato dall’Ucraina all’Honduras, che tuttora dirige le operazioni sporche della CIA e la guerra dei droni senza pilota con gli assassinii pilotati ed extra giudiziali in paesi come lo Yemen, la Somalia, Sudan, Pakistan, Afghanistan con contorno di stragi di persone innocenti colpite dagli “effetti collaterali” degli stessi droni.

Renzi Obama e signore

Barack Hussein Obama, il presidente che ha impersonato il massimo dell’ipocrisia con la retorica dei “diritti umani” mentre si abbraccia con i monarchi sauditi, il migliore alleato USA in Medio Oriente e sponsorizza i gruppi terroristi di Al Qaeda come strumento geopolitico per arrivare ai suoi obiettivi.

Questo personaggio sinistro è il “compare” sponsor di Matteo Renzi ma, poichè non c’è limite al peggio, presto vedremo al suo posto la psicopatica guerrafondaia Hillary Clinton, anche lei osannata da Renzi (“è lei il nostro candidato e la appoggiamo”, aveva detto) che presto porterà tutta l’Europa in guerra contro l’Iran, contro la Russia e contro la Cina, con distruzione nucleare assicurata.
Forse i consulenti d’immagine di Renzi non hanno spiegato bene al fiorentino con chi si vada ad accompagnare, della serie “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”.

Naturalmente per offrire la sponsorizzazione di Renzi, Obama chiede in cambio qualche cosa di impegnativo: una sorta di “prova d’amore” di Renzi verso Obama e l’oligarchia economica che “tiene per le palle” il premio Nobel e gli ha richiesto, prima della fine della sua presidenza,l’approvazione del TTIP, il micidiale trattato commerciale che dovrebbe aprire le porte dell’Europa alle grandi “Corporations” USA.

Il trattato questo che dovrebbe abolire ogni sovranità residua degli Stati europei di fronte ai Tribunali privati del business, in modo da dare campo libero alle produzioni USA di glisofati tossici nell’agricoltura e altri veleni (proibiti in Europa), di carne agli ormoni, dei polli allevati con antibiotici e decontaminati con candeggina, via libera anche agli OGM (alimenti geneticamente modificati) e a tanti altri veleni made in USA e soprattutto alla fine del sistema di precauzione sanitaria vigente in Europa a vantaggio delle multinazionali d’oltre Oceano.
Fortunatamente in Germania ed in Francia si sono manifestate forti resistenze, con proteste popolari al suicidio del TTIP ed il trattato è rimasto incagliato nelle secche delle obiezioni dei rispettivi governi.

Non così in Italia dove la libidine di servilismo verso il potente alleato ha spinto in ministro Calenda ed il premier Renzi a richiedere comunque la prosecuzione delle trattative. Quale miglior regalo per Obama che non anticipare la sottoscrizione dell’Italia da sbattere poi in faccia ai tedeschi e francesi a mo’ d’esempio? Un successo alla fine della sua presidenza garantirebbe per il futuro ad Obama lucrosi contratti di consulenza e conferenze ben pagate dalle stesse corporations che sono ansiose di ottenere la firma del trattato.

Come contorno alla cena offerta da Obama e Michel, Matteo Renzi si è impegnato, dopo aver sorseggiato l’amaro (non si sa se Averna o Lucano) a fornire altre truppe italiane per le guerre USA contro la Russia, l’Iran e la Siria. “Dove più sarà utile”, ha dichiarato Renzi, “le truppe italiane andranno a posizionarsi in difesa della democrazia, della libertà e degli interessi del nostro grande alleato, a conferma della nostra lealtà e collaborazione”.
Queste sembra siano state le affermazioni (non ufficiali) fatte da Renzi e la solenne promessa fatta al “premio Nobel”.

Così sul Baltico, in Lettonia come in Lituania, i militari italiani partiranno presto e saranno pronti e vigili a respingere gli eventuali sconfinamenti dell’esercito russo e, già con la loro presenza, i nostri reparti di bersaglieri, intimoriranno i comandanti di quella che fu l’Armata Rossa. Ancora meglio in Iraq ed in Siria, dove, grazie all’ambigua alleanza con i “ribelli moderati” (i tagliagole di Al Quaeda sponsorizzati dalla CIA) i militari italiani saranno ogogliosamente al fianco delle bandiere nere islamiche per schiacciare la resistenza dei siriani, poco propensi ad accettare il Califfato islamico voluto dagli USA e dall’Arabia Saudita sulla regione.

Al nero Obama Renzi ha chiesto anche di collaborare sul problema dell’immigrazione e Obama pronto ha assicurato che si impegnerà a far arrivare in Italia quanti più africani selezionati fra le migliori tribù del continente, considerati delle “pregevoli risorse” da tutti i politici italiani della sinistra mondialista. Sembra che Renzi abbia già messo la Boldrini al corrente delle buone notizie dagli States.

D’altra parte l’invio di tanti militari italiani nei teatri delle guerre americane, dai confini del Baltico, all’ Afghanistan, all’ Iraq ed altrove, consentirà di svuotare molte caserme nelle città italiane e queste saranno disponibili per alloggiare quanti più migranti arriveranno in Italia, come la caserma Montello a Mlano. “Yes we can”, ha dichiarato Renzi all’uscita dalla White House

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