Un disastro in sei mesi. Se Matteo Renzi, come lui stesso ha detto, cerca voti a destra per vincere il referendum, allora ha più di qualche problema.

Come riporta uno studio di Youtrend pubblicato dal Fatto quotidiano, l’emorragia di voti per il Sì dal dicembre 2015 a oggi è evidente, e ancor più evidente il tracollo da marzo a settembre.

Secondo un sondaggio Cise di 9 mesi fa quasi la metà degli elettori di Forza Italia era favorevole alla riforma, contro il 15% di contrari. Addirittura, secondoDemos, a marzo la quota di Sì era salita al 64%.

Sorprendente anche il dato sugli elettori della Lega Nord, che per il 51% nello stesso periodo si dicevano disposti ad approvare la riforma costituzionale.

Quanti voti ha perso – Poi cos’è successo? I toni arroventati delle amministrative hanno contribuito a polarizzare il voto e il centrodestra, nonostante le divisioni interne, si è schierato compatto contro Renzi.

Il premier ci ha messo del suo, con la politicizzazione (poi rimangiata) del voto del 4 dicembre, gli errori in politica interna, le incertezze in economia. Così ad agosto secondo l’istituto Piepoli i No nel centrodestra raggiungono il 55% degli elettori.

L’ultimo sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera, di pochi giorni fa, fa salire la quota degli elettori di contrari dentro Forza Italia al 60%. Per Renzi, poi, il fronte leghista è una Caporetto: solo 2 su 10 voteranno Sì.

Contando poi che tutte le rilevazioni, sia pure con forbici variabili, danno i Sì in minoranza, si capisce come per Renzi i mesi a venire potrebbero diventare anche più difficili di quelli passati.

Fonte: qui

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