Un partito che prende l’1% deve scomparire, non governare. Abbiamo permesso troppo spesso a gente tipo mastella di dettare legge con l’1%. Ora Basta. Gli alfani devo essere risbattuti in quel buco orribile da dove vengono. A chitemmuort!

Le chiacchiere stanno a zero. Diciamo ai giovani di questo sciagurato e malandato paese: fuggite ora, o mai più!!

Alessandro Alfano, fratello del Ministro dell’Interno, è finito nel mirino di Report per un incredibile privilegio concessogli da Poste Italiane. E vuole bloccare la pubblicazione del video, che invece andrà in onda questa sera su Raitre. Ecco il filmato “incriminato”.

Cosa succede se il fratello del Ministro dell’Interno vuole bloccare un servizio dell’informazione pubblica nazionale?

Lo scopriremo questa sera, quando andrà in onda l’inchiesta realizzata da Reportche Alessandro Alfano, fratello del più noto Angelino, vuole assolutamente censurare.

Tanto da aver diffidato la trasmissione di Milena Gabanelli a:

Non trasmettere le sue dichiarazioni, ottenute contro la mia volontà e da una persona che non si è qualificata come giornalista.”

La replica della giornalista non si è fatta attendere:

“Le assicuro che andrà in onda e avrà modo di sentire che il collega si è presentato con nome e cognome e qualifica.”

REPORT vs ALFANO: C’È POSTE PER TE

Sabato 15 ottobre, sulla pagina Facebook della trasmissione di Rai 3, spunta questo post:

“In quanti sognano un ruolo da dirigente alle Poste? Alessandro Alfano, fratello del ministro dell’Interno, è tra quelli che c’è riuscito. Tra i suoi requisiti c’è una laurea breve in economia conseguita dopo 16 anni di università. Oggi gestisce tutto l’enorme patrimonio immobiliare che Poste possiede in Sicilia. Come ce l’ha fatta? Guarda un’anticipazione…”

Anticipazione che è disponibile sul sito di Raiplay, qui.

Al povero fratello saranno venuti i brividi a rivedersi in quelle scene, tanto che il giorno dopo, domenica 16 ottobre, invia la diffida alla redazione di Report e prova a censurare il video:

“Vi ricordo che compito del servizio pubblico nazionale è quello di informare, non creare tesi diffamatorie.”

Se saranno diffamatorie lo stabilirà la magistratura. Intanto lasciamo che Report e la Gabanelli facciano il loro mestiere di giornalisti.

E a questo punto ci viene un dubbio: non sarà mica “colpa” di questo servizio se la Gabanelli ha deciso di lasciare Report?

Non sarà che sapeva già da qualche settimana di questo servizio? Non sarà che le hanno fatto pressioni, a causa di questo servizio?

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