Il governo ha intenzione di sfruttare fino in fondo il clima di incertezza creato dalle elezioni tedesche e quindi di approfittare della temporanea distrazione di Angela Merkel reduce da una sconfitta elettorale per mettere a segno una legge di Stabilità il più possibile elettorale.

Misure d’effetto, come 500 euro per i disoccupati di aree in crisi, sussidi per i poveri e pensioni minime innalzate. Ma la flessibilità promessa potrebbe non bastare e quindi è partita la caccia alle risorse, comprese quelle che possono venire da misure molto simili alle sanatorie. Ad esempio la riapertura dei termini della voluntary disclosure e anche del riordino delle società.

Questa ultima misura consiste nella possibilità di chiudere società di comodo per assegnare o cedere ai soci gli asset, principalmente immobili, oppure trasformarle in società semplici. È una novità prevista dalla legge di Stabilità del 2016 e la scadenza è il 30 settembre. Ieri il quotidiano economico Italia Oggi ha confermato le voci di uno slittamento al 30 novembre. Più tempo per i professionisti, ma anche più entrate per l’erario che incasserebbe cosi entrate extra. La novità dovrebbe essere contenuta nel decreto semplificazioni, che è in dirittura di arrivo. Quasi scontata anche una riapertura dei termini della voluntary disclosure, per il rientro dei capitali che dovrebbe includere l’anno di imposta del 2014 e, forse, diventare permanente. Altra misure che ha portato alle casse dello Stato risorse notevoli. Un bis da uno o due miliardi sarebbe più che mai necessario, viste le difficoltà a centrare gli obiettivi di deficit fissati dall’Unione europea e quelle, altrettanto impellenti, a finanziare una legge di stabilità pre elettorale.

Che l’obiettivo del provvedimento allo studio del ministero dell’Economia sia quello di fare cassa lo dimostra l’uscita di scena di misure attese, ma che avrebbero comportato una spesa. Ad esempio la riforma degli studi di settore, che non dovrebbe fare parte del decreto.

I margini di manovra per il governo sono strettissimi. Il premier Matteo Renzi anche ieri a Porta a Porta ha fatto un elenco di misure che arriveranno con la legge di Stabilità. Innalzamento delle pensioni minime, meno tasse per le partite Iva, altra edizione del bonus per i professori, contratti pubblici. Al ministero del Lavoro, qualche ora prima, il responsabile del dicastero Giuliano Poletti ha incontrato i sindacati e ha annunciato altre misure.

Misure contenute in un decreto e in parte valide già dal 2016 per sostenere l’occupazione nelle aree di crisi che vale 370 milioni di euro. Risorse che si aggiungono a quelle per il sostegno alle famiglie povere, il cui costo è di 1,5 miliardi di euro a partire dal 2017.

Nel dettaglio ci sarà la proroga della Cassa integrazione straordinaria per i lavoratori che la esauriranno nel 2016, poi un bonus di 500 euro al mese per quelle persone che nel 2016 hanno perso sia l’Aspi che l’indennità di mobilità. L’assegno sarà riconosciuto per 12 mesi purché l’interessato sia disponibile a frequentare corsi di riqualificazione professionale. Il terzo intervento da 135 milioni di euro riguarda l’ampliamento della Naspi da 3 a 4 mesi per i lavoratori stagionali ricorrenti (del turismo e delle terme).

Misure d’effetto, che difficilmente incideranno sulla crescita del Paese che, come ha certificato l’Istat, è ferma ed è destinata restare così per anni. È proprio la bassa crescita dell’Economia a rendere risicatissimi gli spazi di manovra del governo anche nelle misure sociali.

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