Il lavoro dei sogni? Per un italiano su tre è in Germania, ma il problema è la lingua. E’ quanto emerge da una ricerca di Adp dal titolo ‘La forza del lavoro in Europa 2017’.

Coloro che hanno minori opportunità di impiego o di carriera nei loro Paesi di origine sono più propensi a prendere in considerazione di trasferirsi all’estero e tra i lavoratori più interessati a quest’opzione vi sono proprio gli italiani, seguiti da polacchi e spagnoli.

Per contro, i lavoratori nel Regno Unito e in Francia sono quelli che meno probabilmente prenderebbero in considerazione un trasferimento e quasi metà dei lavoratori dichiara di non essere interessata a un’opportunità di lavoro all’estero.

I lavoratori maggiormente disposti a lavorare all’estero, vale a dire quelli in Polonia, Spagna e Italia, sono anche quelli che affermano che migliorare le loro competenze linguistiche è importante, il che lascia pensare che siano motivati dal desidero di cercare opportunità di lavoro a livello internazionale.

La lingua è chiaramente un fattore determinante e molti lavoratori privilegiano paesi aventi una lingua in comune.

La Svizzera è tra le destinazioni preferite dei lavoratori tedeschi, francesi e italiani, l’Austria il paese preferito dai tedeschi, mentre Germania e Francia sono i paesi preferiti dagli svizzeri.

Tra gli italiani, infatti, alla domanda ‘per che tipo di competenze e formazione senti di necessitare di aiuto?’, il 29,1% ha risposto linguistiche, il 24,4% vorrebbe aumentare le proprie competenze nell’It, il 23,5% nell’utilizzo di nuovi dispositivi e tecnologie.

“In Italia -spiega Nicola Uva, strategy e marketing director di Adp- è forte la voglia di un’esperienza di lavoro all’estero, ma questo non deve per forza essere considerato da un punto di vista negativo. Certo, l’emigrazione dei talenti è data sicuramente in parte dalla mancanza di buone opportunità nel nostro Paese, ma dall’altro lato fa parte di un normale processo di crescita che coinvolge tutta l’Europa”.

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“E’ evidente che l’Europa -fa notare- abbia un interesse per il lavoro internazionale. Con l’attuale guerra dei talenti e delle competenze, è essenziale per le aziende prendere in considerazione tutte le opportunità per accogliere più forza lavoro internazionale”.

“Incoraggiare il movimento transnazionale dei talenti, oltre che assumere persone con differenti background, è cruciale per garantire la competitività internazionale. Se le aziende cominciano a considerare i bisogni dei loro dipendenti e dei potenziali talenti, riusciranno a trarre i benefici di una forza lavoro coinvolta, ottimista e impegnata”, sottolinea.

In generale, il 74% dei lavoratori europei mostra un forte interesse per il lavoro internazionale. Essendo la maggiore economia in Europa, la Germania è considerato il paese più desiderabile complessivamente per le opportunità di carriera.

Uno su cinque dipendenti europei (21%) dichiara che prenderebbe in considerazione un trasferimento in Germania, una percentuale che aumenta tra i lavoratori spagnoli (35%), polacchi (33%) italiani (31%) e olandesi (29%).

Al secondo posto tra i più desiderati troviamo il Regno Unito (15%) e la Francia (12%) .

Nonostante il grande interesse espresso in tutte le parti del continente verso il lavoro internazionale, più di un quarto degli impiegati (26%) non prenderebbe mai in considerazione l’idea di lavorare all’estero.

Significativamente, c’è una netta differenza di opinioni tra gli uomini e le donne, con rispettivamente il 18% e il 36% che non prenderebbe in considerazione un lavoro all’estero.

I risultati dimostrano, inoltre, una tendenza diffusa tra i giovani lavoratori che sono i più propensi a lavorare all’estero.

Un 87% degli intervistati tra i 16 e i 24 anni ha mostrato interesse nel perseguire opportunità di carriera all’estero, a fronte del solo 56% degli over 55.

Fonte: qui

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