Monta la protesta dei taxisti contro il decreto Milleproroghe, che sospende per un altro anno l’efficacia di una serie di norme che dovrebbero regolamentare il servizio degli Ncc e contrastare le pratiche abusive. Una sanatoria che, secondo la categoria, favorisce Uber. La reazione dei taxisti e’ stata immediata. Decine di macchine bianche si sono radunate a Roma davanti al Senato, che ha votato il provvedimento. Il traffico e’ andato rapidamente in tilt nella capitale, con gravi disagi soprattutto negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino.

Anche a Milano,i tassisti hanno sospeso il servizio per riunirsi in ‘assemblee spontanee’ presso le due stazioni cittadine, con tanto di lancio di uova contro un’auto a noleggio con conducente. A Torino l’appuntamento e’ stato sotto il municipio, mentre a Firenze la manifestazione si e’ svolta presso la prefettura. Per raffreddare gli animi il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha convocato i sindacati dei taxisti per martedi’ prossimo. Mentre il Garante per gli scioperi “ha chiesto informazioni urgenti alle Prefetture dei capoluoghi di Regione” per verificare se lo stop abbia comportato violazione delle norme che regolano il diritto allo sciopero “tra l’altro con riguardo al preavviso, la durata, l’informativa all’utenza, la garanzia dei servizi minimi”.

Gli spazi di trattativa appaiono pero’ molto ristretti. Il Milleproroghe, dopo la fiducia al Senato, arriva quasi blindato alla Camera dove deve ottenere l’ok definitivo entro il 28 febbraio, mentre i taxisti parlano di un provvedimento che “prepara la strada alle azioni delle multinazionali che da tempo operano sul territorio in spregio alle norme vigenti”.

Con loro si e’ schierato il leader della Lega Nord, Matteo Salvini: “Il governo”, dice, “non puo’ prendere in giro e massacrare i lavoratori, in questo caso i tassisti. Il mio sostegno a chi tutti i giorni e’ in strada a fare il suo lavoro a rischio di aggressioni e senza nessuna certezza”.

Entrando nel dettaglio del provvedimento, il testo del decreto milleproroghe prevede il rinvio al 31 dicembre 2017 del termine per l’emanazione del decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti finalizzato a impedire le pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio di noleggio con conducente e francamente non si capisce la ragione di questo assurdo rinvio.

Ma a scatenare la protesta e’ soprattutto il via libera a un emendamento, a prima firma della senatrice ovviamente del Pd Linda Lanzillotta, che prevede che la sospensione dell’efficacia delle disposizioni in materia di trasporto di persone mediante autoservizi non di linea operi fino al 31 dicembre 2017: tra queste, l’obbligo per gli Ncc di tornare alla rimessa dopo aver accompagnato il cliente.

In particolare, tali norme, la cui efficacia resta appunto sospesa fino a fine anno, regolamentano il servizio di noleggio con conducente prevedendo che: tale servizio si rivolga ai clienti che ne fanno richiesta presso la rimessa per una determinata prestazione a tempo e/o viaggio, le auto devono stazionare all’interno delle rimesse o presso i pontili di attracco e la sede del vettore e la rimessa devono essere situate, esclusivamente, nel territorio del comune che ha rilasciato l’autorizzazione.

Le norme ‘congelate’ prevedono vincoli anche per l’accesso nel territorio di altri comuni che puo’ essere soggetto a preventiva comunicazione che attesti, anche con autocertificazione, l’osservanza e la titolarita’ dei requisiti di operativita’.

E’ inoltre è stata congelata l’obbligatorietà di una sede, di una rimessa o di un pontile di attracco situati nel territorio del comune che ha rilasciato l’autorizzazione. Le disposizioni congelate introducono inoltre una serie di divieti e condizioni: e’ vietata la sosta in posteggi su suolo pubblico nei comuni ove sia esercitato il servizio di taxi. In questi comuni i veicoli adibiti a servizio di noleggio con conducente possono sostare esclusivamente all’interno della rimessa.

Anche le prenotazioni devono essere effettuate in rimessa, prevedono le norne che il governo Pd ha bloccato. L’inizio e il termine di ogni singolo servizio devono avvenire nel garage situato nel comune che ha rilasciato l’autorizzazione, con ritorno alla stesso, mentre il prelevamento e l’arrivo a destinazione dell’utente possono avvenire anche nel territorio di altri comuni. I conducenti sono obbligati a compilare e tenere un “foglio di servizio” completo di una serie di dati tra cui il timbro dell’azienda e/o societa’ titolare della licenza. In caso di violazione sono poi previste una serie di sanzioni tra cui la sospensione o la cancellazione della licenza. Ma tutto questo è solo sulla carta, per colpa del “congelamento” di queste norme voluto dalla maggioranza Pd.

Da notare che Uber sta subendo cause in mezzo mondo e in Europa di fatto non lavora. Ma in Italia sì, per colpa del Pd.

loading...