Il Ministero della Pubblica (di)Istruzione ha siglato il programma con 16 organizzazioni, tra cui la McDonald, il colosso americano del fast food: a disposizione 10mila percorsi per gli studenti delle superiori. Scelta in linea con il Jobs Act.

Il piano di formazione scuola- lavoro ideato dal Governo Renzi inizia con un percorso previsto per gli studenti che si recheranno a fare un tirocinio di formazione presso i ristoranti della catena americana dei McDonald’s.

Un piano che prevede l’alternanza scuola lavoro, ideato dal Ministero della Pubblica Istruzione, che lasciate alle spalle le critiche sul colosso americano, ha deciso di mandare i ragazzi italiani ad imparare a lavorare nei ristoranti di tutt’Italia con la “M” gialla. McDonald’s ha assicurato 10mila percorsi in 500 locali su tutto il territorio nazionale, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. La multinazionale ha persino aperto una campagna ad hoc: “Benvenuti studenti”. ”

L’obiettivo è quello di insegnare loro le competenze di carattere relazionale e di comunicazione interpersonale fondamentali per approcciare al meglio il mondo del lavoro. Una scelta destinata a far discutere.

Quindi il governo che doveva promuovere i prodotti made in Italy, le aziende agricole italiane ed il cibo italiano nel mondo, manderà 10mila studenti gratis a prestare servizio nella catena dei Mc Donald’s del colosso statunitense.

Questo sarebbe il piano scuola-lavoro del Governo Renzi. Facile capire che si vogliono “educare” gli studenti come consumatori e come lavoratori destinati al precariato dei fast food “American Style”, nell’ambito di unprocesso di omologazione all’organizzazione del lavoro sfruttato e del cibo spazzatura che vuole portare il sistema italiano sempre più simile a quello statunitense. Lo studente si avvicinerà al mondo delle multinazionali USA, al sistema del precariato e a quelle multinazionali dell’alimentazione che presto, grazie ai trattati come il TTIP, avranno in mano tutto il mercato italiano.

Tutto questo rientra nel grande obiettivo da sempre perseguito (anche in modo subdolo) dell’omologazione culturale delle nuove generazioni. Non c’è che dire: Renzi, pupillo delle banche, delle multinazionali e dei presidenti USA, sa come ottenere sempre più punti dai suoi padroni d’Oltre Atlantico.

I ragazzi potranno completare la loro formazione decidendo di iscriversi ai corsi di soggiorno di lavoro all’estero previsti dal programma Erasmus, finanziato dall’Unione Europea.

A proposito di questo programma, formativo naturalmte e di “alto valore educativo” , riportiamo di seguito una considerazione dell’amico Paolo Borgognone:

“La Erasmus Generation ha prodotto, produce e produrrà conformismo e nomadismo, deresponsabilizzazione e disimpegno, cosmopolitismo e cinismo, promiscuità, alcolismo e disinvoltura giovanilistica nell’abuso di droghe. Tutte categorie sociologiche e attitudini comportamentali perfettamente confacenti alla riproduzione dell’odierna società globale, fondata sulla religione idolatrica del monoteismo del mercato e dell’universalismo dei “diritti di libertà individuali”.

Ma soprattutto, ha prodotto, produce e produrrà stupidità (individuale e collettiva). Il principale problema del nostro tempo a livello di cultura giovanile è che la maggioranza dei giovani e dei giovanissimi sono istupiditi, altrimenti non cederebbero, in maniera così deliberatamente consenziente, alle lusinghe del circo mediatico che, ogni giorno, a reti unificate e su tutti i giornali, li invita a lasciare il proprio Paese, le loro famiglie e a rinunciare a qualsivoglia spiraglio di dignitoso impegno politico e civile teso a cambiare le cose “a casa propria”, per andare a pulire i cessi nelle catene multinazionali di caffetterie a Londra.”

Vedi: La Generazione Erasmus ed i suoi oppositori

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