Intervista a tutto campo del grande economista esperto di politica monetaria.

Il Premio Nobel per l’economia Stiglitz, grande economista ed esperto di politica monetaria, in una intervista all’emittente Euronews ha dichiarato che secondo lui ormai l’euro si può considerare ufficialmente fallito, una moneta senza una guida e senza un futuro. Secondo l’economista, uno dei massimi esperti mondiali di finanza internazionale e politica monetaria, senza una riforma seria delle istituzioni comunitarie e soprattutto della Banca Centrale Europea la moneta unica accentuerà ancora di più le differenze tra i Paesi più solidi e quelli in difficoltà e questo provocherà una grande crisi che segnerà la fine della stessa Unione Europea.

Il libro verità

La verità di Stiglitz è contenuta nel suo ultimo libro dal titolo quanto mai evocatore: “L’euro e la sua minaccia al futuro dell’Europa” che in pochissimo tempo è già diventato il libro di economia più letto non solamente in Europa, ma in tutto il mondo occidentale. Parole molto scomode quelle contenute in questo saggio che stanno già facendo discutere i massimi esperti di banche, economia e finanza, ma che in un futuro non troppo lontano potrebbero raccontare la realtà.

Nel libro l’economista prende attentamente in considerazione tutti gli aspetti della politica monetaria europea dell’ultimo periodo e ne mette in evidenza tutti i punti deboli che secondo lui sono quelli che potrebbero portare al collasso dell’intero sistema comunitario.

Tutti gli errori della BCE

La Banca Centrale Europea guidata da Mario Draghi ha le sue colpe secondo Stiglitz perché non ha saputo intervenire nel modo corretto durante la crisi economica degli anni scorsi ed ha scaricato sui cittadini europei tutto il peso delle sue scelte sbagliate e controproducenti. Inseguire l’inflazione al 2% alla fine si è rivelato sbagliato perché ha impedito di concentrare l’attenzione su altre politiche che sarebbero state più efficaci.

Fare ricadere tutta la responsabilità sui governi dei singoli Stati membri è sbagliato perché nessun Paese da solo può fare fronte a problemi che sono sempre più globalizzati e che riguardano un intero continente; inoltre alcuni Paesi più forti come la Germania hanno attuato delle politiche che hanno danneggiato alcuni Paesi più deboli, che invece dovevano essere aiutati. “Se la Germania avesse permesso un aumento dei prezzi al suo interno, invece di fare pesare l’aggiustamento su Paesi come Spagna e Portogallo, saremmo sulla strada giusta”, dice sempre Stiglitz.

I nazionalismi e la Brexit

Dopo la Brexit e la recente ondata di consensi per i partiti nazionalisti ed euroscettici, secondo Stiglitz non ci si può aspettare altro che una implosione dell’Unione Europea dall’interno se le istituzioni comunitarie non cambieranno al più presto e se non ci saranno quei benefici che erano stati promessi all’inizio.

I partiti euroscettici stanno raccogliendo consensi perché la Brexit, smentendo tutte le previsioni catastrofiste, hanno dimostrato chiaramente che un Paese può essere forte e stabile anche fuori dall’area euro, e questo perché il sistema della moneta unica non è ben governato e perché le istituzioni di Bruxelles non hanno saputo soddisfare le reali esigenze dei cittadini europei. bceEsteri

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