di Giorgio Cremaschi

Il quesito ufficiale del referendum costituzionale è un imbroglio sfacciato e ridicolo. Se avessero scritto: “Volete voi dire SI alla bellissima riforma costituzionale di Renzi e Napolitano e far uscire l’Italia dagli intrighi e dagli sprechi?” Se avessero messo sulla scheda gli slogan di Renzi e Boschi, sarebbero stati più onesti.

Invece hanno detto le stesse cose facendo della scheda un manifesto per il SI con linguaggio apparentemente neutro, ma in realtà così pieno di forzature, omissioni, raggiri, che è raro trovare in così poche righe.

Due erano la strade oneste ed entrambe non sono state percorse. La prima era scrivere semplicemente : “Approvate voi la legge di riforma costituzionale etc etc che modifica 47 articoli della Costituzione?” Questo sarebbe stato il modello britannico, ricordate la Brexit e il semplicissimo quesito: “Leave” o “Remain”?

Alternativa alla via più semplice sarebbe stata quella, opposta, di fare una scheda lenzuolo che contenesse davvero i punti della legge di riforma, come avviene per i referendum abrogativi. Io avrei nettamente preferito la prima soluzione, ma anche la seconda non sarebbe stata scandalosa. Se Costituzione in una volta sola è stata riscritta in ben 47 articoli non si può far finta di niente.

Invece la scheda seleziona tra tutte le modifiche e le interpreta pure. Non dice che triplicano a 150000 le firme per le leggi di iniziativa popolare. Né che per il referendum abrogativo si può arrivare a 800000. Non dice che il Senato viene ridotto, ma che nessuno dei cento senatori rimasti sarà eletto direttamente dai cittadini. Non dice che la Camera resta nel numero esatto di prima, e che però il governo avrà più poteri su di essa. E che su cosucce di poca importanza come la dichiarazione di guerra le procedure sono semplificate. La scheda non dice che le modifiche al titolo V hanno tutte lo scopo di dare più poteri al governo, sottraendoli a comuni e regioni, su questioni decisive come la salvaguardia del territorio.
Ricordate le trivelle?

Scheda per Referendum
Scheda per Referendum

La scheda di propaganda sulla quale dovremo votare dimentica e nasconde molte cose contenute nei 47 articoli della Costituzione che vengono radicalmente cambiati. Però trova modo di chiedere in più ai cittadini se sono d’accordo di ridurre i costi delle istituzioni.

Qui la malafede tocca i vertici. Quanta è la riduzione dei costi, dove avviene, come si fa? Secondo molte fonti, anche istituzionali, la riduzione dei senatori e l’abolizione del CNEL dovrebbero comportare il risparmio annuale di 50 milioni di Euro. Circa 80 centesimi a cittadino, o se vogliamo essere più polemici, meno della metà del costo di un solo bombardiere F35 e ne compriamo 90.

Ma non siamo fiscali, si vota sul principio natutalmente. Volete diminuire i costi delle istituzioni? Dice un presidente del consiglio che si è fatto comprare l’aereo per competere con Obama.

Questo quesito referendario è la degna sintesi di un gigantesco raggiro ed è anche il segno del degrado gravissimo della nostra democrazia. Solo in un paese a deriva autoritaria il governo può devastare la Costituzione col voto di fiducia di un parlamento incostituzionale E la scheda è degna immagine di questa deriva.

Bisogna coprire di NO questa scheda truffaldina, e mobilitarsi per cacciare il suo artefice. Per cominciare tutte e tutti a Roma il 22 ottobre per il NO RENZI DAY.
Ps: Sotto la scheda truffaldina trovate le parole degli operai “Skatenati” della Elettrolux di Susegana. Non c’è altro da aggiungere.

Fonte: L’Antidiplomatico | via Controinformazione

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