Nella nota di aggiornamento del documento, il governo lega la crescita all’approvazione della riforma costituzionale

Cosa c’entra il pil con le modifiche alla Costituzioe e il referendum che si terrà il 4 dicembre? Poco o nulla, diranno i più.

Eppure non è così per Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan che nella nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (Def) varata martedì sera hanno deciso di legare la crescita proprio alla vittoria del Sì alla prossima consultazione.

“Per effetto delle misure attuate e in programma si prevede una crescita del pilper il 2017 dell’1,0 per cento”, scrive infatti il ministro dell’Economia nel documento, “Affinché tuttavia la politica di bilancio stimoli la crescita e la creazione di occupazione, e le riforme strutturali adottate producano benefici crescenti nel tempo, il Paese ha bisogno di stabilità politica e istituzionale. In tal senso le riforme istituzionali promosse mirano a rendere l’attuale sistema più stabile ed efficiente“.

E di quali riforme si sta parlando? Ovviamente di quelle promosse da Maria Elena Boschi e alle quali il premier ha legato (anzi, no) il suo governo. “In particolare la riforma costituzionale intende snellire il processo legislativo, superando il bicameralismo perfetto e realizzando una più efficiente allocazione delle competenze e una riduzione dei contenziosi tra centro e periferia; la legge elettorale intende garantire governabilità, stabilità e accountability“, scrive ancora Padoan.

Le cifre contenute nella nota di aggiornamento del Def sono tutte sballate”, attacca ora Arturo Scotto (Si), “Ma cosa ancora più grave nella relazione di accompagnamento tra gli elementi propedeutici alla crescita c’è il programma di riforme istituzionali. Il ministro Padoan ci deve spiegare in quale manuale di economia c’è scritto che l’Italicum contribuisce a far volare il Pil? Ormai siamo alla propaganda spudorata anche negli atti di governo“.

Fonte: Il Giornale

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