La Germania pensa a un nuovo “muro”. Non c’entrano né l’Ucraina né Berlino, e il muro in questo caso è metaforico: niente cemento, ma controlli alle frontiere con l’Italia. Quei controlli che, da Schengen in poi, non esistono più: obiettivo dei tedeschi, bloccare l'”invasione” di clandestini nordafricani che, transitando per l’Italia, mirano alla Germania. L’emergenza-clandestini, insomma, non è solo affar nostro. Così Horst Seehofer, governatore della Baviera a capo della Csu, il partito gemello della Cdu della cancelliera Angela Merkel, minaccia parlando con la Bild di ripristinare i controlli alla frontiera italo-tedesca, strappando de facto il trattato di Schengen.

Le accuse all’Italia – “Se l’Italia non ferma l’ondata di immigrati diretti in Germania saremo costretti a ricorrere ai controlli alle frontiere”, ha tuonato Seehofer. Quindi altre accuse al Belpaese: “L’Italia viola chiaramente gli accordi di Schengen”. “Se l’Italia non ferma l’ondata di immigrati diretti in Germania saremo costretti a ricorrere ai controlli alle frontiere”. Una minaccia a tutto tondo all’Italia, accusata – proprio come recentemente ci accusò il ministro degli Esteri della Baviera – di non rispettare le regole per “favorire” il flusso dei migranti diretti verso la Germania. Il flusso di clandestini, negli ultimi mesi, si è ingrossato, e la Baviera sta reagendo con forza (altro caso emblematico, quello di cui si è parlato negli ultimi giorni e relativo ai cosiddetti passeur, i tassisti che offrono passagli agli immigrati che vogliono raggiungere l’Europa del Nord”.

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Picco di sbarchi – L’emergenza arriva a ruota del fallimento dell’operazione Mare Nostrum e dell’agenzia Frontex. Complice l’immobilismo delle istituzioni europee (e tedesche) nelle ultime settimane, sfruttando le favorevoli condizioni meteo, si è verificato un picco di sbarchi: nel giro di pochi mesi è stata superata la cifra impressionante di 100mila arrivi (il 2014, per l’immigrazione clandestina, è un anno da record). I flussi migratori, in principal modo, riguardano siriani, egiziani, libici, eritrei e marocchini. Molti di loro, però, non vogliono fermasi in Italia. Seehofer riprende: “I rifugiati che arrivano col treno in Baviera vengono in gran parte dall’Italia passando per l’Austria”. E ancora: “Bruxelles dovrebbe stabilire quote fisse per i rifugiati e assicurarsi che questi vengano ripartiti in maniera giusta”.

Libero Quptidiano

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