Il 1 settembre centinaia di manifestanti antigovernativi hanno fatto irruzione nella sede della tv pubblica pachistana e hanno interrotto le trasmissioni.

È intervenuto l’esercito e ha sgomberato la sede della tv. “Decine di manifestanti sono entrati nell’ufficio della Ptv (Pakistan tv) e hanno staccato i fili. Siamo in stato di assedio “, ha dichiarato un presentatore della Ptv. Pochi istanti dopo le trasmissioni sono state interrotte.

I manifestanti chiedono le dimissioni del primo ministro pachistano Nawaz Sharif.

Da metà agosto a Islamabad ci sono state proteste contro il governo, organizzate dall’ex star del cricket Imran Khan, diventato uno dei leader dell’opposizione e da Tahir ul Qadri, un capo religioso che vive in Canada e che chiede le dimissioni di Sharif.

I due accusano Sharif di aver conquistato il potere grazie a brogli elettorali alle elezioni legislative del 2013.

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Il 30 agosto i manifestanti si sono riuniti davanti a casa di Sharif a Islamabad, nel quartiere delle ambasciate. La polizia per la prima volta ha usato gas lacrimogeni per disperdere la folla. Negli scontri tra polizia e manifestanti sono morte tre persone e 500 sono rimaste ferite.

Un intervento dell’esercito. Secondo gli analisti internazionali, dietro a Imran Khan e Tahir ul Qadri ci potrebbe essere l’esercito. L’esercito, infatti, rimprovera a Sharif di non essere intervenuto in maniera tempestiva in Waziristan del nord contro i taliban.

Inoltre i vertici dell’esercito non condividono i tentativi di riavvicinarsi all’India fatti dal governo e il processo per alto tradimento contro l’ex premier: il generale Pervez Musharraf. Gli analisti temono che i sostenitori di Imran Khan e Tahir ul Qadri potrebbero chiedere l’intervento dell’esercito, che si è già proposto come mediatore, e che le tensioni potrebbero portre a un nuovo colpo di stato.

Fonte: internazionale.it

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