La Borsa di Milano sta perdendo oltre il 2% e lo spread sta salendo di più del 4%. Tutto oggi, sta accadendo ora. Le banche italiane stanno subendo un violento attacco speculativo al ribasso: MPS perde il 6,13%,UBI banca il 4,65% mentre la Popolare di Milano ha perso il 5,47%. Anche le due – teoricamente – più forti banche italiane, Unicredit e Banca Intesa stanno perdendo rispettivamente il 2,46% e il 3,14%.

Tutto questo accade nel giorno in cui il ministro dell’Economia Padoan presiede l’Ecofin a Bruxelles, che si conclude con un nulla di fatto: il rigore rimane, la flessibilità rimane anch’essa, sì, rimane un miraggio.

Infatti, non appena da Roma in mattinata Renzi ha provato a dire – ripreso al volo dalle agenzie stampa internazionali – che la spesa statale per investimenti nei settori ad alta tecnologia (digitale) deve rimanere fuori dal patto di stabilità, dall’Ecofin è partita una bordata. “Nessuna spesa può restare esclusa dal calcolo debitorio dello Stato” ha ribattuto il commissario ad interim agli Affari economici, Siim Kallas, che anche precisato: “perchè non ci sono spese buone e spese cattive”. Fine dei giochi e delle fanfaronate renziane. Almeno per il momento.

Tuttavia, il quadro generale della finanza europea si fa sempre più fosco. Voci insistenti affermano che i trader internazionali sono “disperati” perchè sta iniziando la “ritirata” dai bond europei, iniziando da quelli giudicati più fragili, manco a dire i BTP. E così si spiega lo spread in salita verticale.

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Altre voci che abbiamo raccolto dicono che il buco nero Ucraina sommato alla nuova potente alleanza economico-militare Cina-Russia ha di fatto tagliato fuori l’Europa dal core business mondiale. Non è solo il declino italiano a preoccupare, è il complessivo arretramento dell’Occidente europeo, dimostrato dal fatto che la Germania non a caso per il terzo mese di fila vede ridurre la propria produzione industriale. Le esportazioni tedesche nell’Est del mondo frenano e quelle negli Stati Uniti sono sotto scacco.

Già, perchè la Corte di giustizia americana ha messo sotto inchiesta Deutsche Bank per illeciti simili a quelli che hanno provocato una multa da quasi 9 miliardi di dollari ai danni di Bnp Paribas. E non bastasse, anche uno scandalo di spionaggio – nel senso tradizionale del termine – concorre ad arroventare i rapporti tra la Germania e gli Stati Uniti: un funzionario dei servizi segreti tedeschi è stato arrestato perchè faceva il doppio gioco con la Cia. Era a libro paga anche degli americani.

La situazione complessivamente è caotica. E sotto, cova l’incendio globale della fine dell’euro assommata al forte ridimensionamento del dollaro USA, avviato a perdere il ruolo planetario di valuta standard per le transazioni di materie prime (gas e petrolio) e di valuta forte di riserva.

I tempi stanno cambiando ad una velocità impressionante, così accelerata da far perdere il senso della prospettiva. Il futuro sta trasformandosi nel presente con una rapidità che lascia spiazzata la vecchia Europa e paralizzata l’amministrazione Obama, non per niente giudicato da un recentissimo sondaggio “il peggior presidente dalla fine della Seconda Guerra Mondiale” riuscendo a battere perfino George W. Bush.

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