L’Irlanda continua a stupire: la sua economia è cresciuta a un ritmo superiore di quella cinese! I mercati apprezzano e comprano i bond di Dublino a mani basse.

A Dublino stanno vivendo un vero e proprio “miracolo economico”. L’Irlanda – dopo aver risanato i conti pubblici a seguito del crack del 2010, che costò al paese un doloroso piano di austerity imposto dalla troika dopo il salvataggio da 67,5 miliardi di euro – è tornata a crescere a ritmi vertiginosi, tanto da far impallidire addirittura la Cina. E’ proprio così. A Dublino si cresce a un ritmo del 7,7% su base annua.

Lo ha confermato l’ufficio nazionale di statistica irlandese, che nel secondo trimestre ha evidenziato una crescita del pil dell’1,5% su base congiunturale e del 7,7% su base tendenziale. La crescita è superiore di un punto percentuale a quella stimata dagli analisti finanziari e fa seguito all’ottimo risultato conseguito nel primo trimestre pari al 2,8%.

E pensare che soltanto lo scorso dicembre il paese nordeuropeo usciva dal piano triennale di aiuti finanziari della troika. A questo punto la stima sul pil per l’anno in corso potrebbe essere rivista al rialzo dall’attuale +2,1%. Secondo gli esperti il governo centrale dovrebbe alzare l’asticella oltre il 3%. Bene anche i conti pubblici, con il deficit che dovrebbe scendere sotto il 4% del pil meglio del target del 4,8%.

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I progressi straordinari fatti dall’Irlanda potrebbero spingere il governo a rivedere la nuova manovra finanziaria da 2 miliardi di euro prevista per il 2015, offrendo ai cittadini irlandesi una boccata d’ossigeno dopo alcuni di anni di grossi sacrifici economici. Il boom economico è dovuto per lo più al motore dell’export (+13% nel secondo trimestre), favorito dall’ottimo momento dell’economia britannica. Bene anche i consumi privati, cresciuti dell’1,8%: è il dato migliore degli ultimi 4 anni.

L’Irlanda può beneficiare anche del forte appeal dei bond pubblici, che presentano rendimenti sui minimi storici e addirittura più bassi rispetto a quelli decennali americani e britannici. Restano comunque da risolvere alcuni problemi come la disoccupazione elevata (ora sotto il 12% dal picco del 15%) e il debito pubblico atteso sopra il 120% del pil nel 2015. Dublino, però, sta lavorando bene su questi due fronti e nei prossimi mesi potrebbero esserci anche qui dei miglioramenti sostanziali.

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