I gruppi terroristici sono molteplici ma tutti con un unico obiettivo: ripristinare la Sharia. Ecco in quali Paesi operano.

Sono passati 13 anni dagli attacchi alle Torri Gemelle di New York. Dal giorno successivo gli Stati Uniti hanno intrapreso una lotta al terrorismo lunga e dispendiosa. Del gruppo originario di al-Qaeda, gruppo fondato da Bin Laden nel 1989, resta ormai poco. Il terrorismo islamico è diventato molto frammentato. Tra l’Isis (il califfato a cavallo fra Iraq e Siria), Boko Haram e al-Qaeda, ecco come si presenta la mappa dei gruppi terroristici attivi nel mondo.

ISIS – Lo scorso 29 giugno i jihadisti dell’Isis hanno annunciato la creazione dello Stato islamico nei territori conquistati tra l’Iraq e la Siria. Abu Bakr al-Baghdadi, leader del movimento che viene abbreviato come Isis, Isis o Is, si è subito autoproclamato califfo del nuovo Stato. Il movimento, però, è stato fondato nel 2006 da Abu Omar al-Baghdadi che cercava di imporre la legge della Sharia nei territori dove operava. Solo nel 2010, quattro anni fa, la guida è passata ad al-Baghdadi. Inizialmente il gruppo era una costola di al-Qaeda. Quando però, nell’aprile del 2013, l’Isis ha formato lo Stato islamido dell’Iraq e del Levante, il movimento è stato sconfessato dal gruppo terroristico creato da Bin Laden. L’isis può contare su una forza di migliaia di guerriglieri, provenienti anche dall’Europa. Da quando il gruppo ha preso il controllo della città siriana di Raqqa, la sua avanzata verso l’espansione ha avuto una forte accellerata. Approfittando degli scontri in Iraq tra la minoranza sunnita e il governo sciita, l’Isis è riuscita a conquistare due città irachene: Falluja e Mossul. Dall’ultimo mese, inoltre, il gruppo ha iniziato a diffondere dei video in cui decapita dei giornalisti statunitensi. Il primo reporter ucciso è stato James Foley, il secondo Steven Sotloff.

SIRIA – In Siria sono presenti, oltre all’Isis, anche altri piccoli gruppi come il Fronte Nusra, la Brigata Tawhid, l’Esercito dell’islam e il gruppo Ahrar al-Sham. La frammentazione dei gruppi terroristici islamici ha visto una svolta quando, nel novembre del 2013, sono confluiti sette gruppi attivi in un’unica organizzazione chiamata Fronte islamico. Tra i gruppi che sono confluiti nel Fronte islamico ci sono Ahrar al-Sham, la brigata Tawhid e l’Esercito dell’Islam. L’obiettivo del gruppo è, come l’Isis, creare uno Stato islamico.

Il Fronte Nusra è un gruppo di circa 6mila guerriglieri. La loro apparizione risale all’inizio del 2012, quando hanno compiuto degli attentati a Damasco, la capitale della Siria. Il leader è Abu Muhammad al-Golani, un veterano della guerra in Iraq. al-Golani ha combattuto sotto il comando di Abu Bark al-Baghdadi, l’attuale capo dell’Isis. Dati i buoni rapporti tra i due leader, l’Isis e il Fronte Nusra tentarono la fusione nell’aprile del 2013. al-Baghdadi avveva annunciato la riuscita della fusione e si era messo a capo del nuovo gruppo, ma al-Golani ha smentito prontamente affermando di non essere stato interpellato. Successivamente, il leader del Fronte Nusra, ha ribadito l’appoggio e la fedeltà ad al-Qaeda. I media siriani avevano annunciato la morte di al-Golani in seguito ad un attacco nella provincia di Latakia, ma il gruppo ha smentito la notizia.

Il gruppo Ahrar al-Sham è una delle prime formazioni emerse nella regione. Il suo leader, Hassan Aboud, è stato ucciso il 9 settembre di quest’anno in un attentato a Ram Hamdan. Il movimento ha come obiettivo riuscire a stabilire in Siria la legge della Sharia. Ahrar al-Sham crede fermamente in un’interpretazione ultraconservatrice dell’islam, anche se in passato ha collaborato con alcuni gruppi ribelli moderati che lottano contro il regime siriano di Assad. Il gruppo ha annunciato il nome del nuovo leader e del comandante militare, che saranno rispettivamente Hashem al-Sheik Abu Jaber e Abu Saleh Tahan.

La Brigata Wawhid è stata la prima fazione ad opporsi ad Assad. Può contare su circa 10mila combattenti guidati, fino a novembre del 2013, da Abdelqader Saleh, un ex militare siriano ucciso in seguito ad un raid aereo ad Aleppo. Il gruppo, rimasto senza un leader, è confluito nel Fronte islamico.

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L’esercito dell’islam è una formazione recente che comprende circa 50 piccoli gruppi di ribelli una cinquantina di gruppi ribelli. Il leader è Zahran Alloush, figlio di un religioso siriano. Secondo fonti dell’intelligence il maggior appoggio finanziario del gruppo arriva dall’Arabia Saudita. Questo movimento, come la Brigata Tawhid e Ahrar al-Sham, è confluito nel Fronte islamico.

NIGERIA – Nel Paese africano comanda la setta islamista Boko Haram, attiva nella regione fin dal 2002. L’obiettivo di Boko Haram è far cadere l’attuale governo niferiano e creare uno Stato islamico. Il gruppo è noto per aver rapito oltre 200 studentesse cristiane da una scuola di Chibok, nel nordest del Paese. Abubakar Shekauha, il leader del movimento, ha comunicato in un video che le studentesse sono state ridotte in schiavitù e che sarebbero state vendute come spose. Il gruppo, inoltre, ha rivendicato di aver ucciso diversi operatori sanitari impegnati nelle campagne di vaccinazione anti poliomielite. Boko Haram, infatti, crede che la cultura occidentale, così come la medicina occidentale, sia un peccato e, quindi, deve essere combattuta.

SOMALIA – In questa regione è attivo il gruppo islamico al-Shabab. Questo movimento opera anche in altri Paesi africani, avendo anche rivendicato l’attacco in Kenya al centro commerciale Westgate, avvenuto a Nairobi nel 2013, in cui moritono 68 persone. Il gruppo continua ad essere fedele ad al-Qaeda e, attualmente, combatte contro il governo somalo sostenuto dall’Onu. La Bbc riporta che il gruppo possa contare circa 8mila combattenti. Il capo dell’organizzazione, Ahmed Abdi Godane, è stato ucciso il 2 settembre in seguito un attacco degli Stati Uniti.

EGITTO – Nel Paese dei faraoni opera il gruppo Ansar Bayt al-Maqdis, noto come Ansar Jerusalem. Secondo fonti dell’intelligence il gruppo non dovrebbe essere legato allo Stato islamico, anche se il Jerusalem Post afferma che l’Isis avrebbe influenzato alcuni dei militanti. Il 28 agosto di quest’anno Ansar Jerusalem ha pubblicato su un video in cui vengono decapitati quattro egiziani accusati di spionaggio a favore del Mossad. Sempre nel 2014, inoltre, il gruppo ha rivendicato la responsabilità di alcuni attacchi avvenuti nel Sinai contro la polizia e l’esercito.

LIBIA – Nello Stato dove ha governato Gheddafi opera il gruppo chiamato Ansar al-Sharia, una milizia islamista che, come molti altri gruppi terroristici islamici, punta all’applicazione della Sharia. Il gruppo ha fatto la sua apparizione in seguito alla rivolta popolare che ha coinvolto anche la Libia nel 2011. Il movimento è attivo soprattutto a Begasi. Il leader diAnsar al-Sharia è Mohammad al-Zahawi. Secondo alcune speculazioni dietro l’attacco al consolato statunitense a Bengasi in cui è stato ucciso l’ambasiatore Christopher Stevens, potrebbe esserci proprio Ansa al-Sharia. Il gruppo, però, ha negato ogni coinvolgimento.

AFGHANISTAN E PAKISTAN – Nella regione, com’è noto fin dal 2001, operano i talebani. Essi sono emersi, comunque, all’inizio degli anni ’90 in seguito al ritiro delle truppe sovietiche dalla zona. I talebani hanno promesso di ripristinare pace e sicurezza sia in Afghanistan che in Pakistan e, una volta arrivati al potere, hanno promesso di applicare la Sharia. Il gruppo ha governato in Afghanistan dal 1996 fino al 2001, e sono stati riconosciuti legittimi governatori da Pakistan, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Nel 2001, in seguito all’invasione degli Stati Uniti per l’attacco alle Torri Gemelle, il loro controllo sul territorio si è andato sgretolando. Molti leader dei talebani sono stati uccisi da diversi attacchi aerei compiuti dagli Usa anche se il leader, il Mullah Omar, non è ancora stato catturato.

AL-QAEDA NELLA PENISOLA ARABICA E NELLO YEMEN – Al-Qaeda nella Penisola arabica è un gruppo formatosi nel 2009 attivo in Yemen e Arabia Saudita. Gli Stati Uniti li considera come la branca più pericolosa di al-Qaeda al mondo. la loro base si trova nell’est dello Yemen e il loro leader è un ex collaboratore di Bin Laden. Aqap, questo l’acronimo del gruppo, è coinvolto in diversi attacchi ad alcuni stabilimenti petroliferi stranieri. Il loro scopo è costituire un califfato islamico e, dunque, di far cadere sia l’attuale governo yemenita che la monarchia saudita. Il gruppo ha rivendicato il fallito attentato del giorno di Natale del 2009 sul volo Amsterdam-Detroit.

Fonte: ilgiornale.it

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