In molti lo hanno definito “un mostro”. Lo Stato Islamico, o ISIS che dir si voglia, è veramente un mostro biblico che allunga i suoi tentacoli nel cuore del Medio Oriente, un mostro creato da menti neppure troppo occulte che lo usano a loro piacimento per i loro scopi politici e militari.

«Inutile girarci troppo intorno, lo Stato Islamico è una creazione di due degli Stati più terroristici al mondo, il Qatar e la Turchia. Ne abbiamo continuamente le prove». A dirlo all’agenzia SANA non è stato uno qualsiasi ma il parlamentare libanese Nabih Berri. Certo, va detto che Nabih Berri non può essere considerato al di sopra delle parti, ma la sua affermazione non è per nulla di parte e probabilmente è la più chiara che sia mai stata fatta in merito allo Stato Islamico.

Gli intrecci politici

La vera guerra sotterranea che si sta combattendo in Medio Oriente è tra l’Arabia Saudita e il Qatar. Dove i sauditi intervengono per supportare un esercito o uno Stato il Qatar interviene sulla parte opposta. I sauditi finanziano l’esercito libanese e il Qatar finanzia Al-Nusra, i sauditi sostengono Al-Sisi in Egitto e il Qatar sostiene i Fratelli Musulmani, i Sauditi sostengono il Governo in Yemen e il Qatar sostieni i ribelli Houti. Dove c’è un interesse saudita c’è un contro-interesse del Qatar. Con lo Stato Islamico è la stessa identica cosa. L’ISIS minaccia i regni del Golfo che girano intorno all’orbita saudita e il Qatar ci affonda le mani come un coltello nel burro caldo. In questo caso il valore aggiunto è la Turchia che ha fortissimi interessi a lasciare che lo Stato Islamico faccia il suo corso, in particolare con il regime di Damasco ma, soprattutto, con il Kurdistan. L’immobilità turca di fronte al massacro di Kobane non è solo vergognosa, è palesemente volontaria. La connivenza con lo Stato Islamico è evidente, la logistica fornita all’ISIS, gli uomini turchi che combattono con lo Stato Islamico e persino l’aperta collaborazione con ONG turche del calibro della IHH parlano talmente chiaro che non c’è bisogno di dire niente altro. Solo in Europa e a Washington fanno finta di non vederlo. Solo in occidente fanno finta di non vedere che quando si tratta di ostaggi turchi o vicini al Qatar lo Stato Islamico e Al-Nusra non praticano nessuna esecuzione pubblica. I casi dei diplomatici turchi rilasciati in cambio di un centinaio di miliziani del ISIS “trattenuti” in Turchia e dei 45 caschi blu delle Fiji il cui riscatto è stato “generosamente” pagato dal Qatar, una operazione che ha evidenziato il sostegno economico dell’Emiro al-Thani al gruppo legato ad Al-Qaeda che sta confluendo nello Stato Islamico, sono davanti agli occhi di tutti.

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L’assurdità dell’Islam moderato

Il paradosso è che in occidente sia la Turchia che la Fratellanza Musulmana, la madre di tutti i gruppi terroristici e ampiamente sostenuta dal Qatar, vengono considerati come “Islam moderato” mentre i Wahabiti sauditi vengono considerati l’Islam integralista. Francamente non credo che ci sia differenza tra i due schieramenti ma mi pare il colmo parlare del “mostro” Stato Islamico senza tenere in considerazioni i “moderati” che lo sostengono.

Il vero padre dello Stato Islamico

Alla fine, nel complesso vortice di interessi e conto-interessi che si vedono in Medio Oriente l’unica cosa che appare evidente è che lo Stato Islamico ha molte teste ma un unico vero padre: l’Islam integralista. Non importa se questo islam sia sciita, sunnita, wahabita, non importa se in apparenza queste forze si combattono tra di loro. Ormai siamo alla resa dei conti e qualsiasi forza ne uscirà vincente i prossimi obbiettivi saremo noi. Anzi, siamo già nel mirino. Lo ha detto chiaramente il Grande Ayatollah Ali Khamenei solo pochi giorni fa. Il nemico è l’occidente, Israele per primo. Quel messaggio, passato in sordina sui media occidentali, non è solo un proclama, è una dichiarazione di intenti. E’ arrivato il momento di avere il coraggio di parlare chiaro e di chiamare il nemico con il suo vero nome che non è ISIS, Stato Islamico, Al-Nusra, Al Qaeda, wahabiti, sciiti o sunniti, non importa chi sia a manovrare i fili, Turchia, Qatar, Arabia Saudita o altri, sono tutti figli di un unico padre che si chiama Islam. Cominciamo a rendercene conto prima che sia troppo tardi (se già non lo è).

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