Lo stillicidio dell’inarrestabile rappresaglia dei raid aerei israeliani al lancio di razzi da Gaza non si arresta. Gli appelli a Israele dell’Onu e di tutti i leader mondiali per il cessate il fuoco sono caduti nel vuoto. I vertici della Stella di David, anzi, hanno dichiarato di voler intensificare l’offensiva e di non voler subire pressioni di nessun tipo. Nel quinto giorno le operazioni israeliane su Gaza hanno causato 120 morti, di cui diverse decine di minori e molte donne. Quasi mille i feriti.
Nel corso della riunione del Consiglio di sicurezzadell’Onu, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon ha sottolineato che “una volta ancora, i civili palestinesi sono stretti tra l’irresponsabilita’ di Hamas e la risposta dura di Israele”. Ban ha condannato il lancio di razzi da parte di Hamas e la Jihad Islamica contro Israele, definendo al contempo “intollerabile” “l’uso eccessivo della forza” che “mette in pericolo le vite dei civili”. “La preoccupazione primaria” e’ la sicurezza e il benessere dei civili, ha ricordato il segretario generale.

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Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, pero’, ha fatto sapere che un cessate il fuoco “non e’ in agenda” e il suo ministro della Difesa, Moshe Yaalon, ha avvertito che i raid proseguiranno: “Continueremo ad attaccare Hamas e le altre organizzazioni terroristiche sistematicamente e finche’ ne varra’ la pena”. Gli Usa, il grande alleato di Israele confermano il “il diritto di Israele a difendersi contro questi attacchi”, perche’, “nessun Paese puo’ accettare che razzi siano sparati contro civili”. Allo stesso tempo, ha chiarito il portavoce del dipartimento di Stato, Jen Psaki, “nessuno vuole vedere un invasione di terra israeliana di Gaza”, e ha auspicato che che “proprio per questo e’ cosi’ importante raggiunge una de-escalation (allentamento della tensione)”.
Il bilancio assolutamente provvisorio del conflitto fornito da Ban Ki-moon e’ di 550 razzi e missili dalla Striscia di Gaza contro Israele e 500 raid dello Stato ebraico sull’enclave.

Oltre alle vittime palestinesi, in maggioranza civili, ci sono circa 300 abitazioni distrutte o gravemente danneggiate e più di mille persone sfollate. Questa notte le vittime sono state cinque,a cui si aggiungono altri tre questa mattina. Un raid ha colpito una associazione per handicappati causando due morti a Beit Lahia, mentre un secondo attacco ha fatto tre morti
nell’ovest della citta’ di Gaza.

controlacrisi.org

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