Dovevano distruggere i “cunicoli” dei combattenti palestinesi e le postazioni da dove Hamas ha fatto partire i razzi Qassam, e invece l’offensiva dei militari israeliani che in queste ore stanno invadendo Gaza non è altro che la prosecuzione della strage di civili (80% delle vittime) “con altri mezzi”. All’11esimo giorno dell’operazione militare si contano 258 vittime palestinesi (1920 feriti) e questa mattina si è avuta notizia del primo soldato israeliano caduto.
Le notizie che filtrano dal teatro di guerra sono drammatiche: cinque morti tra i civili, e centinaia di feriti; la maggior parte dei quali sembra aver inalato un misterioso “gas bianco” che Israele dice di aver usato per “impedire al nemico” di guardare cosa sta accadendo. Fanteria, carri armati, artiglieria, ingegneri e intelligence sul campo: sono queste le
forze entrate a Gaza, secondo il portavoce militare della Stella di David. A loro supporto – ha aggiunto – forze aree, navali e altre di sicurezza. Secondo il corrispondente della rete panaraba al-Mayadeen Israele ha sparato agli operatori delle ambulanze che prestavano soccorso ai feriti nella zona vicina all’aeroporto di Gaza.
Immediata la reazione del presidente palestinese Abu Mazen che, dal Cairo, ha detto che l’offensiva terrestre israeliana causerà “un ulteriore spargimento di sangue” e complicherà gli sforzi in corso per arrivare a una tregua tra Israele e Hamas.
Il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha commentato l’inizio dell’attacco terrestre israeliano con toni molto duri: “qualunque invasione terrestre sarà una occasione per liberare i nostri prigionieri. Gaza sarà il cimitero dei soldati dell’Occupazione [Israele, ndr]. Tutti scopriranno che siamo di fronte ad un esercito debole”.
L’Egitto ha condannato l’attacco terrestre israeliano. Il Presidente del Parlamento iraniano, Alì Larijani, si è spinto oltre dichiarando che il “mondo arabo e islamico devono sostenere la resistenza palestinese”. “Grande preoccupazione” per l’invasione israeliana è stata espressa dal Ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius.
“Mi rammarico che, nonostante le mie ripetute sollecitazioni e quelle di molti leader regionali e mondiali, un conflitto gia’ pericoloso si e’ intensificato ancora di piu'”, afferma il segretario generale dell’Onu,
Ban Ki-moon, deplorando l’azione di terra di Israele a Gaza. Il segretario generale ha poi esortato Israele a fare di piu’ per fermare le uccisioni di membri della popolazione civile, sottolineando che “non ci puo’ essere una soluzione militare a questo conflitto”.

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