L’Italia, da fan europeo si trasforma sempre più in un Paese euroscettico, con il 52% di italiani che non hanno più fiducia nell’Unione europea. Fallimento dopo fallimento, l’Europa ha deluso anche i suoi più forti sostenitori. L’Europa tanto sognata diventa così un’Europa matrigna.

Di fronte alle sfide di oggi, fra un’immigrazione ingestibile, minacce terroristiche e crisi economica l’Europa si è dimostrata incapace di agire. Senza parlare dei nazionalismi dei singoli Paesi che allontano sempre più l’idea di una reale unione politica.

Nonostante in Italia, secondo i sondaggi, in caso di un possibile referendum prevalga il desiderio di rimanere nell’Unione europea, lo scetticismo sale. Più della metà della popolazione infatti si sente euroscettica o quanto meno fredda nei confronti dell’Unione europea.

Per fare il quadro della situazione, Sputnik Italia ha raggiunto Enzo Risso, direttore scientifico di SWG, società che analizza i trend e le dinamiche del mercato, della politica e della società.

Enzo Risso
© Foto: fornita da Enzo Risso Enzo Risso

Enzo Risso, secondo i dati che si hanno i cittadini europei credono ancora nell’Unione europea?

Si registra un costante calo di fiducia nei confronti dell’Europa. Per farle un esempio, nel 2002 il 70% degli italiani pensava che l’Europa avesse portato più vantaggi al Paese, oggi la quota di persone che pensano la stessa cosa è scesa al 20%.

C’è stato un consistente tracollo della fiducia nei confronti dell’Europa e delle sue capacità di risolvere i temi che sono sul tappeto globale.

In Italia, che era un Paese molto europeista, un euro fan, oggi il 52% dei cittadini è euroscettico o freddo e lontano dall’Europa. C’è stato un cambio di atteggiamento verso l’Europa, da un’Europa benefica ad un Europa matrigna, che non ha saputo affrontare i cambiamenti che sono in atto e non è riuscita a garantire le proprie promesse.

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Dopo Brexit questi umori antieuropeisti si sono accentuati? Come ha influenzato la scelta britannica la situazione in Italia?

C’è un 30% di italiani secondo cui l’Inghilterra ha fatto bene, questi cittadini auspicano che anche l’Italia esca dall’Unione europea. C’è da dire che comunque la maggioranza degli italiani non è per uscire dall’Europa.

Possiamo notare diversi fallimenti dell’Unione europea. L’Europa è stata rappresentata con l’idea di uno sviluppo riesploso, una società che avrebbe garantito l’equilibrio fra crescita e benessere delle persone. Quest’aspetto è venuto meno invece. Un altro fallimento sono state le classi dirigenti europee per come hanno gestito la crisi, il debito sovrano, l’immigrazione. La classe dirigente si è rivelata inadeguata e incapace di fronte ai grandi temi di oggi.

Possiamo dire che oggi in Italia non c’è più una divisione netta fra sinistra e destra, ma piuttosto fra tutto ciò che è pro europeo e anti europeo?

In realtà in Italia abbiamo ancora una divisione fra destra e sinistra sul tema europeo, perché la sinistra rimane europeista. Il fenomeno nuovo è l’incedere del Movimento 5 stelle, il quale è tendenzialmente antieuropeo, possiamo dire che ha delle pulsioni antieuropee. Il fronte antieuropeo si è allargato in questo periodo.

Un’Italexit è poco probabile a suo avviso? Gli italiani non voterebbero oggigiorno per l’uscita dall’Europa?

Il 52% degli italiani è favorevole a rimanere in Europa. C’è ancora paura a lasciare completamente l’alveolo europeo.

Fra migrazioni, crisi economica e terrorismo come si immagina in futuro l’Unione europea?

Perché l’Unione europea abbia un suo futuro deve trasformarsi sempre di più in un soggetto in grado di agire sull’arena globale, non può più essere solamente un soggetto economico. Se vuole avere un futuro l’Europa ha bisogno di dotarsi di istituzioni politiche e di ritrovare una classe dirigente adeguata alle sfide. La classe dirigente di oggi è ipernazionalista incentrata sulle esigenze locali, inoltre non ha una visione globale delle sfide e i problemi di oggi.

L’Europa deve finalmente superare la sua mera dimensione economica finanziaria e diventare un soggetto in grado di agire politicamente.

Sputnik

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