Il nuovo Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha dichiarato che nei prossimi cinque anni non ci sarà ulteriore allargamento dell’UE. La cancelliera tedesca Angela Merkel si è affrettata a dire che il processo di allargamento non deve essere congelato. I sostenitori del referendum sull’indipendenza della Scozia, che si terrà in settembre, credono invece che durante questa pausa il loro Paese potrà diventare membro dell’UE.

“Niente allargamento nei prossimi cinque anni” – per l’opinione pubblica europea questa frase di Juncker, pronunciata di fronte ai deputati del Parlamento europeo, è un vero grattacapo. Juncker ha spiegato che la pausa serve per consolidare gli sforzi degli attuali 28 Stati membri. Tuttavia la pausa potrebbe protrarsi anche oltre i 5 anni di cui ha parlato, perché il “consolidamento” dell’Unione Europea è in corso già da 10 anni, cioè da quando nel 2004 è avvenuto un brusco allargamento dell’Unione.

Come era prevedibile, la prima a commentare le parole di Juncker è stata la Lituania. Tradizionalmente le autorità di Vilnius reagiscono dolorosamente a ogni iniziativa che può essere interpretata come la rinuncia dell’UE al sostegno di Ucraina, Moldavia e Georgia. Il ministro degi Esteri lituano, Linas Linkevičius, ha detto che non si deve “sopravvalutare le dichiarazioni che possono tirare la linea”, riscontrando il consenso del Commissario europeo per l’allargamento Štefan Füle. Quest’ultimo ha auspicato che le parole del nuovo Presidente della Commissione europea “non vengano interpretate come la sospensione” del processo di allargamento. Dopo ciò è intervenuta Angela Merkel, ma non a sostegno delle ex repubbliche sovietiche, bensì a favore di adesione dei candidati balcanici. “Non è nostra intenzione rinunciare all’allargamento a scapito dei Balcani”, – ha detto Merkel parlando ai margini del vertice balcanico in Croazia.

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Questa situazione dimostra che all’interno dell’UE stanno crescendo delle divergenze politiche che si sovrappongono alla mancanza di una netta politica regionale. Contro l’allargamento si pronunciano le forze che ritengono che l’UE debba innanzitutto normalizzare la situazione socio-economica e finanziaria al proprio interno. Questa corrente si associa appunto con Jean-Claude Juncker conosciuto come fautore dell’efficienza delle istituzioni europee. Juncker crede che l’ulteriore allargamento sia gravido di nuovi rischi politici e economici, mentre Bruxelles deve ancora risolvere tutta una serie di problemi, di natura soprattutto finanziaria, ha osservato il docente dell’Accademia finanziaria Boris Rubtsov.

Ci vogliono delle misure risolute per assicurare la disciplina fiscale su scala europea. Senza questo le prospettive dell’UE mi sembrano problematiche.

I problemi che hanno portato all’attuale crisi finanziaria dell’UE sono stati generati in gran parte dal massiccio allargamento dell’Unione. Sperando nella crescita dell’economia, Bruxelles non ha adottato misure reali per riformare l’Unione, dice il presidente della società di consulenza russa “Neocon”, Mikhail Khazin.

In questo momento l’Unione Europea è composta di Paesi con tipi di economia completamente diversi. Per questo motivo si doveva armonizzare i sistemi economici o creare un meccanismo permanente per compensare le differenze.

In tal modo, rispetto alle speranze di coloro che auspicano l’ulteriore allargamento dell’UE al suo stato attuale, lo scetticismo di Jean-Claude Juncker ci pare più motivato. Intanto i separatisti scozzesi vogliono approfittare di questa mancanza di unità. L’ex Primo ministro della Scozia, Henry McLeish, crede che la rigidezza di Juncker possa giocare a favore degli indipendisti. Secondo McLeish, la pausa, preannunciata da Juncker, riguarda i Paesi che sono in fase di trattative per l’adesione all’UE. Nella sua visione, dopo il congelamento delle richieste di Turchia, Montenegro o Kosovo, l’UE presterà la debita attenzione alle aspirazioni degli scozzesi. Ovviamente, se in settembre voteranno a favore dell’indipendenza e riconfermano la loro intenzione di restare nell’UE.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_07_21/Jean-Claude-Juncker-niente-allargamento-nei-prossimi-5-anni-8183/

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