“Col Jobs Act Le assunzioni salgono”, di certo non possono indietreggiare, al massimo si possono fermare, e i licenziamenti invece?

E’ così che media e giornali pongono gli effetti della nuova riforma del lavoro ai cittadini, menzionando i numeri dei nuovi occupati (considerando anche quelli precari che lavorano un solo giorno con un voucher a chiamata), ma quanti sono stati i licenziamenti da quando la riforma è andata in vigore?

Secondo  un’accurata analisi del sito delle piccole-medie imprese pmi.it, i licenziamenti sono nettamente aumentati negli ultimi anni.
Tra questi sono presenti in maggior numero quelli disciplinari, una volta protetti dall’ articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, e che ora non lo sono più.

L’ Articolo 18 rimandava al giudice la decisione sul fatto che un licenziamento avvenisse effettivamente per ragioni disciplinari o meno, e nel caso di licenziamento ritenuto irregolare il lavoratore aveva il diritto ad essere reintegrato nel posto di lavoro.
Ora invece col Jobs Act in caso il giudice rilevi una illegittimità del licenziamento il datore si può limitare a rimborsare il dipendente e tanti saluti al posto di lavoro.

E’ per questo particolare che si sta verificando un boom dei licenziamenti, in quanto vi è una maggiore disinvoltura nel comportamento dei datori di lavoro che possono licenziare più facilmente cavandosela con una “mancetta”.

Di seguito vi mostriamo i dati che riguardano i licenziamenti di lavoratori con contratto a tempo indeterminato dal 2014 ad oggi, in rapporto ai contratti a tempo indeterminato stipulati tratti da quifinanza.it :

<<I licenziamenti di lavoratori con contratto a tempo indeterminato nei primi 9 mesi dell’anno sono passati dai 452.717 del 2014 ai 430894 del 2015, ai 448.544 del 2016 su un totale di contratti a tempo indeterminato stipulati di 10.296.212 nel 2014, 10.161.270 nel 2015 e 10.873.449 nel 2016. Considerando i valori assoluti, nei primi 9 mesi del 2016 i licenziamenti sono cresciuti del +4% mentre nel 2015 erano diminuiti del -5%. Risultano inoltre in aumento i licenziamenti per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo (licenziamenti disciplinari)>>

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