Dunque, Juncker è pronto a mollare la presidenza EU. Il motivo? Come ben spiega repubblica.it (ma tacendo le conseguenze pratiche per gli italiani, che vi dirò dopo) a causa del suo libro bianco sul futuro dell’EU, in cui l’attuale presidente spinge prepotentemente per una Unione politica oltre che economica, elemento contrario ai desiderata tedeschi ed olandesi ossia di coloro che più si avvantaggiano dalla moneta unica. Non un caso direi…

Dunque, detta in modo comprensibile Juncker rischia di dover lasciare in quanto la sua idea di EU è contraria agli interessi di chi vuole comandare a danno degli altri. Notasi, l’idea di Europa di Juncker non è quella di chi scrive ma alla fine sono tenuto a rispettarla in quanto, a parte gli indubbi vantaggi che il Lussemburgo si è riservato negli anni in termini di furto delle tasse altrui facendo delocalizzare aziende comunitarie con la promessa di basse tasse, presuppone un’Unione vera e non solo di comodo come quella che impone Berlino da anni, tenendo per se tutti i vantaggi – una valuta più svalutata di quello che sarebbe il marco tedesco – senza accollarsi nessun onere politico comunitario ma volendola comunque dirigere e rappresentare.

Se il super rigorista Katainen andrà alla presidenza EU saranno enormi dolori per i periferici e per l’Italia in particolare. Si, perchè i leades baltici riflettono tutti una assonanza di vedute con Berlino, per questioni geopolitiche: loro, paesi che furono invasi regolarmente dai russi – Finlandia inclusa, ma anche dagli svedesi – temono il potente vicino e quindi si aggregano attorno a Berlino “sperando” che li difenda… Ossia, Katainen – come fu Olli Rehn – sarà elemento tragico per gli interessi dell’eurozona, difenderà solo quelli tedeschi e così facendo da una parte affonderà i periferici e l’Italia in particolare (sempre più invisa a Berlino per il suo filo americanismo strutturale) mentre dall’altra “spera” così di difendere anche il proprio paese anche e soprattutto in termini militari [nota dell’autore: speranza vana, verranno abbandonati come sempre accade coi tedeschi al comando che promettono agli stranieri].

Dunque, se Katainen diventerà presidente EU quello che succederà è molto semplice, verrà imposto all’Italia di:

  • rientrare dal deficit immediatamente;

  • verrà applicato Maastricht integralmente ed in modo irreprensibile;

  • all’atto pratico verranno imposte all’Italia – il vero obiettivo del rigore tedesco per varie ragioni, prima di tutto perchè ricca, … – altre tasse e più precisamente una patrimoniale, in cima ai desiderata di Berlino;

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  • verranno tagliate le pensioni italiane, sulla falsa riga di quanto accaduto in Grecia;

  • verrà privatizzato tutto il privatizzabile, con compratori soprattutto francesi e tedeschi, sulla falsa riga di quanto accaduto in Grecia.

E questo nonostante l’enorme avanzo primario italiano che da anni è al top europeo, facendo in modo che – sigh – le nostre tasse a pagamento del debito vadano ad ingrassare i creditori europei con il pagamento di cedole maggiori di quelle ad es. tedesche….

La vera conseguenza sarà un crollo del PIL italiano che determinerà una esplosione del debito, ossia ad una prima patrimoniale ne seguirà un’altra e poi un’altra ancora. E i consumi crolleranno. E le aziende faranno risultati deludenti e quindi ci sarà una riduzione – inevitabile – dell’occupazione. E quindi, visto che minore occupazione e/o minori stipendi determineranno una riduzione dei contributi versati dai laboratori all’INPS, le pensioni verranno tagliate ossia i conti dell’INPS salteranno per aria.

Boom!

Dunque la base elettorale piddina esploderà e la colpa sarà dei piddini stessi, soprattutto quelli che si sono avvicendati al governo negli ultimi tre/quattro anno; per inciso Renzi col suo immobilismo parolaio ha fatto enormi danni al Paese e continuerà a farne (perchè il Renzi e la sua cricca, della corrente Dem globalista, dall’euro non può proprio uscire, solo parole le sue!). Ecco che iniziate a capire come la scissione del PD di questi giorni sia strategica ed azzeccata, lasciate passare un annetto. Si perchè successivamente sarà la stessa “sinistra scissa” a soffiare sul fuoco dell’uscita dall’euro, contro i dettami renziani e dell’EU.

Insomma, faccio una scommessa: Renzi a continuare per la sua strada rischia di fare una pessima fine (tempo 18 mesi). Fate il vostro gioco!

Mitt Dolcino – Scenarieconomici

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