Il Consiglio di sicurezza olandese si prepara per il 9 settembre a svelare i risultati delle indagini preliminari sulla catastrofe del Boeing 777 malese avvenuta nel cielo dell’Ucraina il 17 luglio di quest’anno. Il velivolo della compagnia aerea Malaysian Airlines è precipitato nella regione di Donetsk.

Tutte le 298 persone a bordo dell’aereo sono state uccise. Sempre più esperti sono inclini a credere che il Boeing sia stato colpito da un caccia ucraino come mostruosa provocazione organizzata al fine di creare le condizioni per inasprire le sanzioni economiche contro Mosca.

Per lunedì 8 settembre è previsto l’arrivo di un nuovo gruppo di esperti malesi in Ucraina per esaminare le circostanze dell’incidente. Un secondo gruppo, composto da 50 persone, volerà a Kiev successivamente. Anche il Ministro della Difesa della Malesia Hishamuddin Hussein, nei prossimi due giorni, ha intenzione di visitare personalmente Ucraina, Russia e Olanda e discutere tutte le questioni relative al procedimento del caso. Nessuno dei colpevoli della tragedia dovrà sfuggire alla giustizia e alla giusta condanna, ha detto Hishammuddin Hussein. Delle possibili cause della tragedia non ha fatto menzione, ma sui giornali malesi la versione più insistente è quella riguardante l’incidente aereo per colpa di Kiev.

In Russia gli analisti dicono che sulla risonanza della tragedia sta accadendo qualcosa di strano: è coperta come una sorta di “congiura del silenzio”. Questo tipo di indagine di solito può durare da uno a due anni: la pubblicazione dei risultati finali della Commissione sul volo MH17 è prevista per luglio 2015. Preoccupato del fatto che non vi sono prove di un corso intermedio delle indagini, come se qualcuno fosse impegnato, nello spulciare i fatti, all’occultamento di prove, dice uno dei maggiori esperti russi sulle indagini riguardanti incidenti e disastri aerei, il vice presidente dell’Unione russa dell’aviazione civile Alfred Malinovsky. Ma la tragedia del Boeing 777 è un caso particolare, si tratta di un problema globale e la trasparenza sulle ricerche deve essere globale. Inoltre è necessario informare il mondo intero non ogni sei mesi, ma ogni settimana, ha detto l’esperto:

Il mondo intero dovrebbe vedere costantemente e regolarmente le informazioni sugli avanzamenti degli esperti, quali nuovi fatti confermano le versioni di quanto prima era sostenuto. Perché questo è stato fatto? Per non far intervenire la politica, per non avere una via del ritorno, per non avere la possibilità di nascondere le prove trovate. Sei mesi rappresentano un lungo periodo di tempo. Durante questo periodo si può nascondere molto, sostituire i fatti. Con i rapporti mensili, diventa già più difficile da fare.

Più sospetto tra tutti è quanto velocemente i giornali occidentali, in particolare dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna, hanno direttamente accusato la Russia. Eppure non vi era ancora alcuna indagine e il giorno dopo Washington e Londra hanno cominciato ad accusare Mosca direttamente o per sua negligenza nell’abbattimento dell’aereo malese, dice un noto avvocato russo, il professor Janis Yuksha. Ritiene che la parte ucraina ha fatto di tutto affinché nessuno avesse accesso al luogo dello schianto. Ha condotto attacchi nella zona d’impatto, ha volutamente distrutto le prove. Sono disponibili sempre più dati che confermano che il Boeing può essere stato colpito dal velivolo ucraino con un missile “aria-aria” e poi finito dal cannone dell’aereo ricorda Yuksha:

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La Russia dopo una settimana ha reso noti i dati del monitoraggio satellitare della zona del disastro, nonostante il fatto che questi dati fossero confidenziali. Né l’Ucraina né la parte americana, che per inciso, ha il più potente sistema di tracciamento satellitare nel mondo, forniscono dati! Al contrario, sentiamo parlare di una tale tragedia con un inspiegabile chiacchiericcio riguardante un “super segreto”.

Gli esperti russi dubitano che le indagini olandesi e britanniche possano avvalersi di una qualsiasi oggettività. I governi di entrambi i Paesi sono così impegnati nella versione anti russa della tragedia che sarebbe difficile credere nelle loro conclusioni circa il procedimento, assicura il direttore generale della congiuntura politica Sergej Mikheev:

Il motivo del ritardo è unico: i risultati dell’inchiesta non hanno confermato la versione che l’Occidente ha presentato fin dall’inizio e che è stata sostenuta da Kiev. La versione per cui l’aereo è stato colpito dai russi o dalle milizie. Se l’indagine avesse confermato questa versione anche in modo indiretto, sarebbe già emerso un incessante clamore. Invece, tutta la storia è quasi scivolata in secondo piano. Ha giocato un ruolo, ha spinto verso un pacchetto di sanzioni contro la Russia. E adesso qualcuno non vuole far emergere fatti indesiderati.

Come suggerito da Sergej Mikheev, ciò che sentiremo il 9 settembre, molto probabilmente, non sarà il vero rapporto sulla tragedia:

Perché tutte le indagini sono secretate? Cosa si vuole nascondere alla gente di ciò che stanno facendo? Se la versione originale fosse confermata, basterebbe dirlo. Si darebbe alla stampa l’accesso al corso delle indagini in tutte le fasi. Ma questo non sta accadendo.

Anche gli esperti occidentali nutrono dubbi sul fatto che il mondo potrà ascoltare la verità sulle cause dello schianto del volo MH-17. 10-15 anni fa in Europa quelle indagini non sarebbero state pubblicate fino alla loro completa chiusura, vale a dire dopo un anno o due. Ora la pratica è cambiata radicalmente, dice uno dei massimi esperti in materia di sicurezza della Flight Global, autorità per l’aviazione britannica, l’autorevole risorsa Internet, David Learmount:

Così come sul luogo dell’incidente non vi era totale sicurezza, posso prevedere la stessa cosa con quasi il 100 per cento di probabilità in merito ai risultati delle indagini. A chi non piacerà la conclusione, o una parte di esso, dirà che il parere degli esperti è insostenibile. Chiunque potrebbe pretendere di avere prove tangibili modificate, ritirate, aggiunte e il rapporto, allora, non sarà più fede.

La Russia ha ripetutamente chiesto che la parte ucraina pubblicasse i dati di volo della torre di controllo del giorno dello schianto, delle registrazioni dei colloqui con tutti gli aerei nella regione. Ma Kiev non lo fa.

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