Come ogni regime prossimo al crollo, anche la Ue sta cercando disperatamente di sopravvivere utilizzando le classiche armi di tutte le dittature: intimorire i “sudditi” e cercare il nemico esterno su cui scaricare l’odio delle masse oppresse e rinsaldare lo spirito unitario.

Niente di nuovo sotto il sole: l’Argentina  della giunta militare lo fece con la guerra delle Falkland (nemico esterno la perfida Albione) mentre aumentava la repressione interna (oltre 30.000 scomparsi di cui non si sa ancora oggi assolutamente più nulla). Il risultato lo conosciamo: Margaret Thatchcer mandò esercito e marina militare a riprendersi quelle sperdute isole e poco dopo la dittatura argentina crollò.

Qui, sembra che la storia si ripeta: dopo aver preso la sonora scoppola della Brexit, con tutti i fondamentali dell’economia inglese che dimostrano uno stato di salute invidiabile a dispetto dei profeti di sventura prezzolati nostrani, la Ue doveva assolutamente trovare qualcosa per riaffermare la propria forza. Non essendoci riuscita con il patetico vertice di Ventotene, ecco che è estato estratto il coniglio dal cilindro: la mega multa di 13 miliardi di euro ad Apple “rea” di aver pagato poche tasse in Irlanda.

Il punto nodale è che con questa azione la Commissione Juncker ha scavalcato, calpestato, massacrato la sovranità nazionale irlandese, dimostrando tutta la sua ignorante arroganza ed il suo vero volto tirannico. Ricorda fin troppo da vicino quel che disse Hitler al riguardo dei “trattati”, degli accodi: sono solo dei pezzi di carta.

Infatti, nel 1980 (avete letto bene: anno 1980) Apple ed il governo irlandese hanno ratificato proprio un accordo – tuttora in vigore – per cui, in cambio della realizzazione della sede di Cork con relative assunzioni di impiegati ed operai, Apple avrebbe pagato tasse decisamente basse. Si trattò e si tratta di una scelta legittima del governo irlandese, nella sua piena sfera di competenza.

Oggi, la Ue, disconoscendo l’autorità politica legittima del governo irlandese, ritiene che Apple debba pagare 13 miliardi di euro di tasse “indebitamente” risparmiate e per giunta con effetto retroattivo!

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In un sol colpo gli oligarchi della Ue hanno devastato la sovranità nazionale di uno stato e soprattutto la certezza del diritto: da sempre si è ritenuto che una normativa, specie sanzionatoria, non possa avere valore retroattivo, e questo per dare certezza ai cittadini sui loro comportamenti. E’ come se ciascuno di noi venisse multato per aver fatto una cosa 10 anni fa che all’epoca era assolutamente legale.

Lo stesso governo irlandese ha dichiarato di voler fare ricorso contro questa assurda quanto arrogante presa di posizione della Ue.

D’altra parte era logico attendersi una simile, disperata mossa da parte della Ue: gettare in pasto al popolo sfiancato dall’austerità imposta dagli oligarchi il “nemico brutto sporco e cattivo che non paga le tasse e che vi riduce in miseria”. Si chiama propaganda, materia in cui Goebbels era maestro: il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

Del pari si manda dal quartier generale di Bruxelles un messaggio agli stati membri della Ue: non azzardatevi a criticarci, perché possiamo calpestarvi come e quando vogliamo. Poco conta che il Regno Unito abbia già dato disponibilità ad Apple ad accoglierla sul proprio territorio, quello che gli oligarchi vogliono è il terrore ed il dominio assoluto ed incontrastato sui popoli europei.

Sinceramente speriamo che gli irlandesi abbiano un sussulto di orgoglio e si apprestino a fare quanto prima ciò che ha già fatto l’Inghilterra: uscire dalla Ue, magari stipulando un accordo di collaborazione proprio con i territori di Sua  Maestà.

Naturalmente, in italia, il pensiero autorazzista, espresso magnificamente da Paolo Mieli in un incontro a Cortina d’Ampezzo, dove ha infangato tutti gli italiani e lodato il popolo tedesco come nemmeno il peggiore dei maggiordomi si sarebbe sognato di fare, farà di tutto per giustificare la mossa della Ue contro l’Irlanda ed Apple.

La storia, a questi individui, non ha insegnato nulla: già una volta l’alleanza con i tedeschi ci portò alla rovina, ripetere l’errore sarebbe quanto meno segno di profonda ignoranza.

Luca Campolongo – Il Nord

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