Ieri il presidente della BCE Draghi, ha annunciato politiche “espansive” per combattere sia la crisi in generale che il rischio della deflazione (già presente) in Europa.
I mezzi d’informazione annunciano una vera e propria svolta “storica” per l’eurozona che dovrebbe riprendere fiato, forse perchè siamo alla canna del gas…
Di quantitative easying come attuata dalla FED e dal Giappone non se ne parla proprio, altrimenti chi la sente la Merkel?
La Germania ci tiene a tenere una situazione di quasi deflazione evitando quindi iniezioni di liquidità nell’economia reale visto che è il principale Paese creditore d’Europa.
Comunque per prima cosa la novità che viene dall’istituto di Francoforte riguardano i tassi di depositi overnight che saranno negativi a -0.1% quindi in teoria le banche scoraggiate a depositare liquidità presso la BCE saranno incentivate a sostenere l’economia reale.
Ma visto le previsioni non rosee per l’Italia, con lo stato comatoso delle piccole e medie imprese nostrane, le banche pur di non rischiare nell’investire nel ciclo economico reale preferiranno pagare un 0.1% di tasso di deposito e magari accreditare questo costo ai correntisti.
Inoltre, tra le altre novità, vi è l’annuncio dei futuri acquisti da parte della BCE, per un valore iniziale di 400 miliardi con scadenza 2018, tramite operazioni di rifinanziamento TLTRO relativi ad obbligazioni dette ABS derivanti da prestiti bancari alle imprese e famiglie i quali non includeranno i mutui immobiliari*. E tale “clausola” per l’Italia non è certo una buona notizia visto che nella nostra cultura la casa è il perno principale per la creazione del nucleo famigliare in un Paese costantemente in calo demografico, ricordando che l’80% delle famiglie italiane sono proprietarie di case.
Per non parlare del mercato del mattone che verte in condizioni comatose e che con questa esclusione di finanziamento* da parte della BCE accompagnato dall’imminente TASI, l’immobiliare passerà quasi a stato di coma irreversibile.
In quanto alle imprese, le banche saranno magari incentivate a finanziare quelle grandi e magari di proprietà straniera a discapito delle piccole e medie italiane.
Pertanto per le famiglie italiane in cerca di mutui immobiliari e piccole e medie imprese, le “grandi manovre” della BCE rappresenteranno un oasi d’acqua per gli assetati italiani, peccato però che nel deserto sono famosi i miraggi…
Ultima osservazione è che l’istituto di Francoforte ha ulteriormente tagliato il costo del denaro da 0.25% a 0.15% ovviamente questo per gli istituti di credito che godranno di ulteriore conveniente liquidità in quell’oasi che rimarrà come già detto, un’illusione ottica per l’economia reale del nostro Paese…

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Fonte: scenarieconomici.it

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