La Corte dei Conti ha chiesto a Morgan Stanley di pagare 2,9 miliardi di euro per regolare una transazione “impropria” in derivati con il Tesoro. Il contratto in derivati fu siglato da Mario Draghi quando era direttore generale del Tesoro e si ritiene che esso servì ad abbellire i conti del Paese in vista dell’ingresso nell’Euro. Il contratto fu chiuso unilateralmente da Morgan Stanley nel dicembre 2011, allorché il Primo Ministro Mario Monti pagò 3,1 miliardi di euro alla banca d’affari americana.

Nel luglio 2013 il nostro vicepresidente Claudio Celani interrogò Mario Draghi a una conferenza stampa della BCE, chiedendogli se l’acquisto di derivati con i soldi dei contribuenti fosse ancora “prudente” secondo lui. Draghi rispose affermativamente, sostenendo che quella mosse servisse a ridurre i rischi sui tassi di cambio e di interesse e che fece quelle transazioni “nell’interesse dell’Italia”. Celani chiese in seguito che la Corte dei Conti si esprimesse sulla questione (vedi).

Ora, a inchiesta conclusa, la Procura generale della Corte ha stabilito che il contratto con Morgan Stanley contenne, in particolare, vantaggi inaccettabili per sé, compresa una clausola che appunto le consentì di chiudere il contratto in modo unilaterale anche se sotto alcune condizioni. La soglia, tuttavia, era così bassa che tali condizioni si ebbero molto presto. “Le procedure adottate dal Ministero violarono le norme della contabilità generale dello Stato” e “in diversi casi esse sembrarono unicamente e senza alcuna valida motivazione in favore della banca”.

La ristrutturazione “fu proposta da Morgan Stanley senza una ragione valida e [fu] passivamente accettata dal Ministero”.

Per la stipula del contratto, il Governo italiano ottenne in cambio un accordo per cui non venisse imposto alcun collaterale, “poiché il collaterale avrebbe accresciuto il deficit e il debito, che invece avrebbero dovuto calare al fine di entrare nell’Euro”.

Tutto in famiglia… Giacomo Draghi, figlio di Mario, lavora dal 2003 come trader di tassi di interessi presso Morgan Stanley.

Fonte: Movisol

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