VIENNA – l leader del partito di destra austriaca FPO, Heinz-Christian Strache, ha paragonato oggi il rafforzamento dei poteri – che ora sono dottatoriai –  del presidente Erdogan in Turchia, dopo il fallito colpo di stato del 15 luglio, all’incendio del Reichstag che permise ad Adolf Hitler di assumere pieni poteri nel 1933. “Sembra quasi che questo golpe sia stato pilotato” dal governo, ha detto al quotidiano austriaco Die Presse.

“Simili meccanismi si sono già verificati in maniera drammatica nella storia, ad esempio in occasione dell’incendio del Reichstag”, ha spiegato. L’incendio del Parlamento tedesco, la notte tra il 27 e il 28 febbraio del 1933, consentì al cancelliere nazista Adolf Hitler, appena eletto, di sopprimere le libertà civili ed eliminare la sua opposizione in nome della lotta anti-comunista. Alcuni storici ritengono che l’incendio sia stato direttamente commissionato dal partito nazista”.

Senza accusare esplicitamente le autorità turche di avere rivisitato questo scenario, Strache ha accusato Erdogan di sfruttare il tentato colpo di stato nel paese per istituire una “dittatura presidenziale”, attraverso “liste prestabilite” di oppositori da arrestare. Il che è vero. Ma quello che più dà fastidio al regime turco è il no secco dell’Austria all’ingresso della Turchia nella Ue.

Non accenna, dunque, a fermarsi lo scontro tra l’Austria e una Turchia che giorno dopo giorno dispensa bordate nei confronti dell’Europa e di quegli Stati membri che dicono no all’adesione del Paese anatolico alla Ue.

E oltre alla freddezza dei paesi Ue, Ankara deve fare i conti con il crescente scetticismo degli Usa sull’estradizione dell’iman Fethullah Gulen: Erdogan lo considera la mente del tentato golpe, ma le prove fornite non convincono Washington, e il golpe in realtà ha mascherato il colpod i stato dello stesso Erdogan.

Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu reagisce in maniera decisamente aggressiva alle dichiarazioni del cancelliere austriaco Christian Kern, che aveva suggerito di interrompere le trattative per l’adesione di Ankara alla Ue definendole come “una finzione diplomatica”, e aveva annunciato che porra’ la questione di un piano alternativo al vertice Ue di meta’ settembre.

Il capo della diplomazia di Ankara dapprima bolla come “spiacevoli” i commenti di Kern. Poi, l’affondo. L’Austria e’ la “capitale del razzismo estremista”. Parole che non possono restare senza una reazione da parte di Vienna, che arriva tramite un portavoce del ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz. “Ankara moderi la scelta delle parole e faccia piuttosto i propri compiti”.

Intanto, la Turchia minaccia di far arrivare in Grecia “milioni di migranti” e la politica anche italiana reagisce: “La Germania finalmente si accorge dell’inaffidabilita’ della Turchia, pronta a ‘invadere’ l’Europa con la ‘bomba’ immigrati. Da notizie di stampa sembra che l’Ue, a trazione tedesca, sia pronta a varare un piano B nel caso Erdogan dovesse decidere di riversare in Europa i milioni di migranti e profughi attualmente sul territorio turco”.

E’ quanto dichiara il deputato Alessandro Pagano, componente commissione Giustizia della Camera che aggiunge: “Piano B che prevederebbe, nel caso, una ‘chiusura’ controllata del confine greco. Dopo decine e decine di migliaia di immigrati morti, dopo che il Mediterraneo e’ diventato un cimitero, dopo tre miliardi di euro che l’Ue ha sborsato alla Turchia, dopo un golpe fallito e un contro-golpe riuscito, la Merkel si convince quindi del fallimento delle politiche sull’immigrazione adottate sino adesso e decide di cambiare registro. Un colpevole e irresponsabile ritardo di intervento e di valutazione cui pero’ sarebbe letale associare cure palliative. Per questo l’Europa non perda altro tempo, bisogna blindare subito i confini, alzando muri, adottare una efficace politica di respingimento nel Mediterraneo e sostenere finanziariamente la Grecia”.

Fonte: Il Nord

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