“La diplomazia inglese sta trattando in segreto per far restare la Gran Bretagna nell’Unione Europea”.

La denuncia alla Bbc di Peter Lilley, ex ministro del Commercio del governo Thatcher e parlamentare conservatore, scuote (di nuovo) la politica inglese sul tema incandescente della Brexit.

Lilley, commentando le dimissioni di Ivan Rogers, ambasciatore del Regno Unito a Bruxelles, ha detto che “molti diplomatici stanno cercando di imbastire delle trattative per fare in modo che Londra resti nell’Ue piuttosto che lasciarci andare via”.

E, come riporta l’Independent, ha aggiunto: “Abbiamo bisogno, al Foreign Office, di gente che sia in grado di concludere al più presto un accordo e che per farlo non abbia paura di adottare anche un approccio a muso duro, a rovesciare il tavolo.

Non credo che allo stato attuale possiamo contare su persone così”.

La polemica di Peter Lilley finisce per gettare ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche relative al post-Brexit.

Dopo il voto popolare che ha sancito la vittoria del Leave contro ogni aspettativa della vigilia, lo scontro tra le forze politiche s’è acuito al massimo livello.

Da un lato chi spinge per accelerare il processo di addio all’Ue, come l’Ukip di Farage (che con la vittoria al referendum ha centrato il suo più grande obiettivo politico) e gran parte del partito conservatore; dall’altro gli europeisti, che invece cercano di rallentare l’uscita dall’Unione Europea.

Già qualche mese fa, dopo il ricorso presentato dopo il voto Brexit per stoppare la procedura, Farage aveva avvisato tutti: “Se la politica tradisce la Brexit, la gente scenderà per strada. Ci saranno tensioni come non ne abbiamo mai viste negli ultimi decenni della storia del Regno Unito”.

Fonte: Qui

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